Cento anni fa una enorme torcia fiammeggiante illuminò il giorno e la notte di Trieste : era l’ hotel Balkan che, dopo un botto pazzesco , ardeva, alimentato dalle bombe, dalla dinamite e dalla polvere da sparo che al suo interno erano stati accumulati da circoli “ culturali” sloveni per fomentare la rivolta anti-italiana.
“ Il capolavoro dello squadrismo triestino ?”, come disse Benito Mussolini nell’ occasione ? Il fuoco pirotecnico conclusivo dell’ irredentismo italiano, come pensavano i nazionalisti o l’ ultimo atto militare della Grande Guerra ? Simbolo invece per parte slovena delle speranze di soffocare sul nascere la nascente sovranità italiana al Confine Orientale e tallone di Achille sui cui lavorava la propaganda comunista del dopoguerra.
Una
cosa è certa : l’ incendio del Balkan è entrato nella leggenda ed ora è un Mito che ci parla di una terra contesa nei
secoli fra Roma , Venezia e l’ etno-razzismo del mondo slavo. Un libretto
scritto da uno schietto sostenitore della sovranità italiana proprio nei giorni dell’
incendio e volutamente schierato senza riserve . Presentazione dell’ editore
sulla dimensione ormai leggendaria di quel rogo. Da leggere tutto d’ un fiato.
Per lettori senza paraocchi buonisti.
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