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giovedì 1 maggio 2025

QUANDO FINI' LA LIBERTA' IN ITALIA

 


Un volume unico dedicato alla malagiustizia italiana e all’ inizio, venti anni orsono, del declino delle libertà democratiche in Italia per mano giudiziaria. Il processo "Holy war vs. ZOG : A circa venti  anni dalla sua allucinante celebrazione, rimane il prototipo insuperabile dei processi politici all ' italiana: grondante di illegalità giudiziarie, di protervia in toga e costellato dal totale sabotaggio dei diritti alla difesa, dimostra quanto in basso può cadere la magistratura di un paese occidentale quando è ostaggio della lobby ebraica. 

Il volume raccoglie tutti gli articoli scritti dal difensore avvocato Edoardo Longo su questo processo sui media  durante le varie udienze: articoli al fulmicotone qui raccolti unitamente per la prima volta. la seconda parte del volume documenta le illegalità giudiziarie e il sistematico diniego giudiziario del diritto alla difesa, fino all’ istruttoria farsa, qui documentata con gli sconvolgenti verbali integrali autentici nella versione registrata dal tribunale . L' esame del consulente della difesa prof. Gian Pio Mattogno e i tentativi aggressivi  del giudice di farlo tacere sui punti più scottanti riguardanti il Talmud ebraico . Tutto presente nei verbali qui pubblicati, integrali, senza tagli o censure . Oltre 150 note ne fanno un testo unico per lo studio della dinamica dei processi politici in Italia. Una lettura impressionante. Le connection nascoste  fra le  procure dedite alla lotta all' antisemitismo per annichilire la libertà d' opinione. Imbrogli e truffe giudiziarie mai viste e collaudate in quella occasione. Un processo celebrato mentre la piazza del tribunale di Pontedera veniva  militarmente occupata da centinaia di poliziotti in assetto da guerra, mitra innescato, cani lupo e blindo in tutta la piazza. La città militarizzata. Italia, anno 2000, Giubileo,  non Cile anni ' 70....

Quando è finita la libertà di espressione in Italia ? La risposta è in questo libro : è finita con il " caso Holy war". Aveva ragione Orwell : "fai l’ abitudine a mettere in galera i fascisti senza processo e il sistema non si fermerà ai fascisti”. E’ esattamente quello che è successo in questi anni . Il sistema non si è mai fermato : è cominciato tutto con il processo “ Holy war” che coinvolgeva l' interesse di poche migliaia di persone,  e siamo arrivati silenziosamente ai lock down e alle infinite leggi liberticide che ci stanno strangolando  tutti, fascisti e no, in una stretta  senza respiro, nelle spire di una dittatura globale mai vista finora. Debbo ricordare anche che l' autore di questo libro ha conosciuto il carcere per il suo impegno intellettuale e di difensore nei processi politici, e debbo sottolineare l' inquietante coincidenza ( ?) che i pubblici ministeri artefici della operazione a regia che lo ha condotto in carcere da innocente appartenevano proprio  a quella connection di cui si parla in questo libro  ? Guarda i casi della vita....

Un testo  da leggere assolutamente per capire proprio l' Italia di oggi e prepararsi a un futuro che rende probabile l' ipotesi di Ernst Juenger : il " passaggio al bosco " per chi non si piega alla nuova , implacabile, tirannia che non è possibile fermare con le armi della legge.  

In vendita esclusiva da questo solo link.  :

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[ volantino diffuso durante il processo ]

mercoledì 16 aprile 2025

QUANDO IL LEONE RUGGIRA'



21 gennaio, 2023 : avanti al sagrato della Basilica di S. Antonio in Padova, fa irruzione armata la polizia politica italiana , violando la sacralità del luogo ( Pure extraterritoriale in virtù dei Patti Lateranensi) per
impedire la celebrazione del processo popolare disposto dal tribunale Enzo Tortora, emanazione della magistratura libera, sovrana e indipendente della mai morta Repubblica Veneta di San Marco. Il processo interrotto per mano poliziesca  era nei confronti dello stato italiano, reo di crimini giudiziari quali l’ abuso giudiziario e il sequestro di persona, compiuti per gettare in carcere lo scomodo avvocato Edoardo Longo, difensore storico degli oppositori al sistema e attualmente determinato difensore dei Veneti che reclamano la loro  indipendenza statuale. Una pagina buia di repressione poliziesca in soccorso della malagiustizia italica, un irrespirabile clima da dittatura sudamericana . 

Prima di essere denunciati a piede libero e dispersi dai militari , i Giudici Veneti sono riusciti ugualmente a pronunciare  la loro sentenza di condanna nei confronti dello stato italiano, gridando alta la loro richiesta di liberazione del prigioniero sequestrato illegalmente.



[ I Giudici Veneti mentre fanno benedire le bandiere nel santuario, prima della celebrazione del processo ]

 Bloccato il processo, non è stata bloccata la pronuncia della sentenza , la cui ampia motivazione ( svolta in circa 80 punti ), viene qui data al Popolo Veneto in via ufficiale, mediante questa pubblicazione. In effetti, questo libro è proprio il testo integrale della motivazione della condanna dello stato italiano, pronunciata a cielo aperto dai Giudici Veneti sul sagrato della Basilica del Santo. Dopo una lunga istruttoria durata un  anno , come nella migliore tradizione dei tribunali della Serenissima  e della germanica Santa Vehme , Il giudice incaricato dalla Corte in via straordinaria  di svolgere  l’ istruttoria interrotta dalla polizia, esattamente un anno dopo i fatti del Sagrato , deposita le motivazioni . In 80 punti viene spiegato nel dettaglio, perché l’ avvocato Edoardo Longo era stato condannato ed incarcerato da innocente a seguito di una ignobile operazione a regia del mondo giudiziario/politico. Risuona alta la sentenza dei Giudici Veneti che condannano moralmente lo stato italiano, inchiodandolo alle sue indicibili  responsabilità . In attesa che il popolo veneto riacquisti la sua libertà  millenaria  e si svincoli  dal giogo della  repubblica “nata dalla resistenza” e vissuta nella criminalità istituzionalizzata.

 

 

QUARTA  EDIZIONE : Il libro si può acquistare esclusivamente accedendo da questo link :

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giovedì 27 febbraio 2025

ANATOMIA DI UN PROCESSO POLITICO


  Anatomia di un processo politico: l’  atto processuale   che ha destrutturato l ' impianto accusatorio del " procuratore rosso " di Venezia verso i giovani di Gioventù  Nazionale ,accusati di associazione eversiva per alcune scritte murali antisioniste al Ghetto di Venezia al tempo delle indagini farlocche per l ' attentato dinamitardo del 2002 al tribunale di Venezia. Una dettagliata descrizione di una indagine insensata e di un processo stalinista. Il volume si completa con una seconda parte giornalistica ( “ I giorni dello sciacallo”) che raccoglie commenti dell’ epoca e svela il ruolo dietro le quinte della lobby ebraica in particolare nella aggressione giudiziaria e poliziesca allo scomodo difensore degli imputati, l’ avvocato Edoardo Longo : nasce allora la " santa crociata sionista" che vede esponenti ebraici declamare pubblicamente : " L' avvocato Longo scrive libri come Il Coltello di Shylock. Bisogna trovare avvocati disposti a denunciarlo e farlo radiare dall' albo". Sono i giorni in cui organizzazioni ebraiche come Olokaustos di Venezia e il Centro Wiesenthal  fanno schedare l' avvocato Longo dalle forze speciali di polizia come " pericoloso terrorista antisemita" solo perchè aveva richiesto loro copia degli atti di un pubblico convegno sui protocolli di Sion tenutosi a Venezia . 

E' da allora che si è creata la cordata giudiziaria fra lobby ebraico-massonica, procuratori della repubblica liberticidi e forcaioli - magari a libro -paga di qualche  losco servizio  e settori corrotti dell' avvocatura di regime che hanno portato a compimento la volontà ebraica nel 2022 con la deportazione in carcere del professionista e nel 2024 con la sua illegale cancellazione dall' albo degli avvocati di Pordenone. E' possibile che tutto ciò sia frutto di una operazione a regia nata nel contesto descritto in questo libro ? Cosa imputano di così malefico al professionista servizi e corruzione ebraica ? A questo quesito il libro non risponde ,non può rispondere,  ma pone inquietanti interrogativi. Di certo è che l' impegno professionale dell' avvocato Longo a tutela dei propri assistiti  nei processi politici di questa corrotta repubblica giudiziaria è la causa prima della  operazione a regia  delle toghe per " farlo fuori", come declamano con spudoratezza e soddisfazione nei corridoi del tribunale di Pordenone. ed è la ragione per la quale l' Ufficio Dogale di Venezia ha conferito all' avvocato Longo il " premio Tortora" quale riconoscimento di perseguitato per le sue doti di onestà e professionalità.

Un testo unico che svela la realtà dei processi politici su commissione. Più incalzante di un legal thriller, con la differenza che qui è tutto vero e documentato fino alla virgola. Un impietoso atto di accusa al sistema italiano di toghe & manette. 

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mercoledì 19 giugno 2024

IL FASCISTOMETRO

 


Il fascistometro non è una invenzione della non compianta Michela Murgia. Viene da Theodor Adorno e Max Horkheimer, esponenti della famigerata scuola di Francoforte. Sono stati sempre Adorno e Horkheimer ad affermare che i cosiddetti "antisemiti" erano per loro dei malati mentali. Tutto il mondo moderno che viviamo oggi non è altro che un parto di questa scuola. 

Se pochi sanno l’ antefatto di questo orrore totalitario, ancora meno sanno che il fascistometro ha avuto anche una applicazione pratica. Dove ? Non ha osato tanto neppure la Russia Sovietica, ma l’ indicibile orrore è stato realizzato nella repubblica italiana, in ambito giudiziario. 

Penso quasi nessuno sappia  – esclusi gli imputati che furono sottoposti al fascistometro , nell’ occasione “ tarato” come nazistometro – che nel corso degli anni ’90 , al culmine dei deliri totalitari della magistratura dopo la rivoluzione colorata spacciata come reazione giudiziaria contro  “ tangentopoli”, la procura della repubblica di Verona, in mano all’ epoca ( e forse ancora oggi) ad una falange giudiziaria comunista, imbastì processi politici a organizzazioni politiche della destra radicale e- poiché non le poteva condannare perché non avevano compiuto alcuna violazione penale – decise di condannarli dopo aver verificato il livello di nazismo presente nelle loro proposizioni ideologiche.

 


 Venne nominata nazistometro ufficiale una  intellettualoide di terz' ordine, ma di estrema sinistra, scovata fra i trulli delle Puglie ,  che avrebbe dovuto accertare e dichiarare il livello di nazismo degli imputati che , se al di sopra  della  “ modica quantità “ ( quella della Lega, per capirsi) avrebbe condotto alla condanna penale di oltre 70 persone. Nel caso seguito dal sottoscritto, la suffragetta rossa, senza alcun pudore, dichiarò altissimo il livello di nazismo presente nel cuore e nel cervello degli imputati, in quanto sostenitori del nazista austriaco Jorge Haider ( probabilmente sovrappostosi nei meccanismi mentali , questi sì bacati – del consulente tecnico nazistometrico – alla figura di altro nazista austriaco …) , nonché estimatori degli scritti, di altro nazista, stavolta, francese ed intellettuale, il giornalista e scrittore Alain de Benoist… Augh. Così parlò il fascistometro all’amatriciana . A fugare ogni dubbio e a convincere il pubblico ministero della validità del nazistometro e a chiedere , con forti argomenti, la condanna  a 2 anni di carcere per 30 ragazzi , la circostanza che costoro avevano organizzato una cena privata in una trattoria del veronese per festeggiare il genetliaco di altro nazista austriaco… Due anni di galera per tutto questo ! 

Questi deliri da film di Ridolini o di Charlot sono realtà , accadute nelle aule di giustizia (?) italiane, non tantissimi anni. La vicenda in cui intervenni  io come legale finì bene, dopo trasferimento ad altra sede del processo. Denunciai il consulente- nazistometro e questa prassi oscena e stalinista finì nel nulla e non si rivide più nelle aule di giustizia.


 Per chi volesse conoscere nel dettaglio la vicenda del nazistometro, consiglio la lettura del mio libro “ Prove tecniche di dittatura “ dove se ne parla diffusamente :

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avvocato Edoardo Longo

longolegal@libero.it  




mercoledì 17 aprile 2024

ARDISCO NON ORDISCO

 



«Mihi natura leges  dedit  a sanguine ductas, nec possi melior iudicis esse metu»- A me la natura ha dato leggi che sgorgano dal sangue, né si può divenire migliori per paura di un giudice.

( Elegie  -  Properzio ) 

sabato 6 aprile 2024

IO ACCUSO

 


Un documento unico sulla malagiustizia in Italia : il memoriale dell’ avvocato Edoardo Longo che ricorda una impressionante excalation di violazioni giudiziarie da lui patite in pochi giorni nella primavera del 2010 ad opera di inquirenti privi di senso della legalità, della misura e della decenza. “ Guantanamo” non è solo una parola in codice che rappresenta la efferatezza della giustizia americana, ma trova fertile terreno anche fra le pieghe delle toghe italiche. Come scrive l’ autore, questo libro ripercorre l’ attacco finale nei suoi confronti per dargli una “ spallata devastante “ per distruggerlo professionalmente ed umanamente, dopo un assalto durato 15 anni. Quando lo Stato vuole uccidere il cittadino che non riesce a trasformare in suddito. Impressionante.

Link suggerito per l’ acquisto :

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giovedì 21 marzo 2024

PROCESSI POLITICI ALL' ITALIANA



Cittadella, Tribunale , giugno 2013 : intervista all' avvocato Edoardo Longo all' uscita dal tribunale dove ha assistito il presidente del Governo Nasionae Veneto bloccando un processo in cui era già stata decisa a tavolino la  una condanna abnorme ad oltre un anno di carcere all' imputato per non aver esibito una patente di guida italiana. Condanna ritorsiva volta a disperdere il raggruppamento, che poi diede vita al Comitato di Liberazione Nazionale Veneto. L' intervista può essere ascoltata qui :

RASSEGNA STAMPA DELLO STUDIO LEGALE LONGO

 

E' possibile consultare una ampia selezione di articoli  di stampa succedutisi negli anni e inerenti procedimenti penali svoltisi con l' assistenza e tutela dell' avvocato Edoardo Longo, direttamente sul sito dello STUDIO LEGALE LONGO, a questo indirizzo :


Ampia documentazione della specializzazione del professionista in  ambito di processi penali politici radicati dalla magistratura italiana nei confronti di gruppi, realtà, singole individualità di opposizione inattenuata al regime politico esistente. Va da sè che simile magistratura, incompatibile con uno stato democratico e liberale ed eversiva di fatto dei valori di esso, osteggia in tutti i modi - leciti ed illeciti - l' attività professionale dell' avv. Longo, spesso servendosi di volenterosi ascari reclutati nel sottobosco del mondo forense. Una utile documentazione del degrado della giustizia in Italia, maggiormente analizzata negli scritti  dell' avv. Longo , di cui qui si richiama la selezione libraria :


Redazione di Dissonanze 

STUDIO LEGALE LONGO

 


SITO INTERNET DELLO STUDIO LEGALE AL SEGUENTE LINK :


DISPOSITIVI GIUDIZIARI DI ATTACCO AL DISSENSO POLITICO


 Tribunale di Padova, 14 dicembre 2020 : Intervista all' avvocato Edoardo Longo, difensore del Comitato di Liberazione Nazionale Veneto. Sui processi politici che la repubblica italiana intenta abitualmente nei confronti dei gruppi politici di opposizione radicale al sistema, al fine di debellarli , sfiancarli e disperderli per mano giudiziaria. Sette giorni dopo la procura della repubblica di Pordenone attivava la procedura per condurre in carcere l' odiato difensore , scomoda diga contro l' aggressione giudiziaria  all' indipendentismo veneto, dopo quello triestino. L' intervista si può ascoltare qui :

https://www.youtube.com/watch?v=gPWGuE22xaw

lunedì 25 settembre 2023

E LA CHIAMANO " DEMOCRAZIA"....

 


[ Il tribunale di Pordenone mentre

viene blindato in occasione della udienza

Contro i militanti veneti ]

 

25 settembre, 2023,  ore 14.30 tribunale di Pordenone aula De Nicola .

Inizia il processo a carico delle persone autodeterminate con il Comitato di Liberazione Nazionale Veneto, una trentina, tutte accusate di aver partecipato il giorno 13 marzo 2019 a una manifestazione a sostegno di alcuni autodeterminati che volevano incontrare il direttore della agenzia delle entrate di quella città per rappresentare il proprio status giuridico di autodeterminati, che li pone di diritto astrattamente nella posizione di non essere perseguibili dal fisco italiano.

Dopo formalità  di rito da parte del Giudice  con appello preliminare , il dibattimento inizia con deposito di atti da parte dell’avvocato Edoardo Longo che fa mettere in evidenza lo status di Autodeterminati nel Popolo veneto che peraltro rientra nel diritto tutelato dalla legge 881/77. DIRITTO “non ammissibile”, frase pronunciata poco dopo dal  Pubblico Ministero in risposta al giudice che gli chiedeva parere.

 

 


[ Uno dei pericolosi venetisti avanti al tribunale

sorvegliato a vista dalla Digos armata sullo sfondo…]

 

Si deve dedurre che né la legge è uguale per tutti,  nè tutti sono uguali davanti alla legge ,visto che è inammissibile citarne gli articoli e gli effetti di legge.

Seguono le dichiarazioni spontanee di molti imputati che dichiarano di ritenere illegittima la sovranità giurisdizionale dello stato italiano sui territori della Repubblica Serenissima e nei confronti dei Veneti aventi esercitato il diritto di autodeterminazione. Il giudice blocca ogni tentativo di spiegazione giuridica del rifiuto.

Viene introdotto il primo teste, il direttore  della AG entrate, il quale lamenta con querela che la richiesta di incontrarlo quel giorno ha rallentato il lavoro degli uffici per il disbrigo pratiche con il pubblico che visto la confusione venutasi creare all’entrata con la presenza di circa 25 supporter se ne andavano. È stato detto che non vi sono stati atti intimidatori ma una  ferma richiesta di incontro con delegazione del Comitato di liberazione Nazionale Veneto per chiarire la posizione fiscale dei due Autodeterminati. Dopo aver fatto intervenire La Polizia Politica di Pordenone “Digos” ha ricevuto i due autodeterminati e il Sig. Alessandro Geron e il Sig. Giancarlo Borsoi come delegati ad accompagnare per tutelare il diritto a nome del Comitato di Liberazione Nazionale Veneto. Aggiunge che si sentiva agitato per la presenza delle persone dentro e fuori all’entrata che mostravano cartelli sul Veneto e di leggi, ma non ha potuto dimostrare nessun atto mosso in direzione alla sopraffazione e alla violenza.

 


Nel contro interrogatorio dell’ avv. Longo, dopo contraddittorie dichiarazioni sul numero dei delegati del CLNV che volevano presenziare all’ incontro ( prima versione : “ erano taaaaanti “ – seconda versione : “ erano cinque” ) ha ammesso che i delegati erano due ed avevano una delega per presenziare , riconoscendo, implicitamente, che le due precedenti versioni da lui stesso fornite ( “ tanti”,  “ cinque”) non corrispondevano al vero e che forse avrebbero potuto costargli qualche guaio.  In effetti, cambiare versione più volte durante un interrogatorio giurato non porta bene… Incalzato ancora  dall’ avvocato Longo su dove fossero queste due deleghe, non ha saputo/voluto rispondere ( “ non ricordo”) . Il sospetto implicito del legale è che esse possano essere  state fatte sparire nel frattempo per aggravare la posizione degli imputati.

Pur con  molti “non ricordo”, su precisa contestazione dell’ avv. Longo ,  non ha potuto negare  che quel giorno l’agenzia esponeva un cartello che informava potevano esserci dei disagi a causa assenza di personale per una assemblea sindacale, pertanto di difficile rilevazione la mancanza di operatività per altre cause. La firma in calce al cartello, in fondo, era proprio dello smemorato direttore .

 


Ha ammesso sotto incalzante richiesta e precisa contestazione dello stesso legale,  che gli ricordava il contenuto della sua querela,  che lui e il dirigente Digos , avevano concordato che il CLNV avrebbe lasciato gli uffici dell’ agenzia delle entrate sulla promessa di un futuro incontro con il Prefetto nei giorni immediatamente successivi. Questo, dopo aver celato la circostanza ripetutamente. Perché cercare di tenere nascosta una circostanza pure documentata dagli atti prodotti dal Difensore ? Perché  non è interesse per l Agenzia delle Entrate evidenziare la civiltà del CLNV e la sua democratica richiesta di un confronto su temi di legalità internazionale ( quali il Diritto di Autodeterminazione ) , richiesta civilissima sempre frustrata. Molto meglio far passare il CLNV come una accolita di facinorosi senza argomenti legali.

 Inutile sottolineare come anche questo incontro promesso, con la spendita della parola d’ onore della Digos e della agenzia delle entrate, non si è mai tenuto e ai garbati solleciti di CLNV questi altissimi (?) funzionari non si sono mai degnati di rispondere.

Il  direttore- testimone  ha ammesso  pure che erano pervenute altre volte continue  richieste di incontro a chiarire le posizioni degli autodeterminati ,ma mai erano state prese inconsiderazione, nonostante il tono civile e indicando motivi di legge. È chiara l’intenzione di evitare di parlare di diritto all’autodeterminazione con una procedura mancata considerazione delle richieste, cosa che è la causa stessa della situazione venutasi creare.

Con il teste numero due – una impiegata dell’ agenzia delle entrate -  esplode  l’evidente volontà di non considerare le leggi italiane citate sulle richieste degli autodeterminati. A precisa richiesta dell’ avvocato Longo su quali leggi si era improntato un dialogo durato quasi un’ ora, ha dichiarato di non ricordarsene neanche una …. Questa è l’ attenzione che i funzionari della agenzia delle entrate dedicano ai malcapitati contribuenti dello stato italico : considerati meno di pecore alla tosatura…

Non si è presentato alla sbarra il Dirigente della Digos : un vero peccato non ascoltare dalle sue parole come si è arrivati a confermare un secondo appuntamento in prefettura con l’ accordo dello stesso direttore della famigerata agenzia fiscale italica, come doveva essere e confermato anche dallo smemorato Direttore , con chi aveva parlato il dirigente Digos per fare una tale affermazione?

Rimaniamo con questa domanda aspettando la risposta alla prossima udienza che il giudice ha fissato per il 14 marzo,  2024, ore 10.45 , cancellando tutte le udienze che aveva preventivamente fissato in tempi ben più ravvicinati. C’è da chiedersi il perché di questo strano differimento  alle calende greche.

Dobbiamo rilevare che in  tutto lo svolgimento del processo, si poteva toccare con mano l’aria pesante che il diritto all’autodeterminazione crea nei tribunali italiani che non potranno evitare di esprimersi se non rispettandone il diritto o violandone l’applicazione . Esistono anche Corti Internazionali per far rispettare il diritto all’ autodeterminazione dei popoli. E’ bene ricordarlo sempre.

Per ultimo , ma non meno importante, un grandissimo ringraziamento a quei Patrioti che hanno supportato altri patrioti in aula, aspettando notizie nella piazzetta davanti al tribunale, con gonfaloni e bandiere del Friuli : pochi ma tenaci, giunti da varie comunità della Serenissima per tenere viva l’identità del Popolo veneto colonizzato. I Rigetti sono un mezzo per la contrapposizione e per far valere il diritto tutelato all’autodeterminazione. In attesa che centinaia maturino che la consapevolezza dell’importanza di essere presenti a questi eventi cruciali per l’emersione del diritto valgono molto di più della perdita di una giornata lavorativa.

Vogliamo riportare qui anche un speciale ringraziamento da parte dell’Avvocato Longo ai patrioti Veneti : 

“Ringrazio qui tutti coloro che hanno presenziato al tribunale di Pordenone a sostegno degli imputati. Si rendano conto i tribunali che non processano solo " individui", ma processano UN POPOLO. Un popolo stanco delle sue catene. Buona giornata a tutti voi. “

 

Appuntamento quindi il 14 marzo, 2024, ad ore 11.45.

 

Redazione di Dissonanze

con la collaborazione del Comitato di Liberazione Nazionale Veneto ( documentazione fotografica ) e di Repubblica Veneta ( resoconto della udienza ) che qui ringraziamo

 

 

lunedì 3 luglio 2023

LA PAROLA FINE AL PROCESSO DI " PORTOVECCHIO"

 


[ I magazzini del vecchio porto franco asburgico  di Trieste]

L’ ultima parola sulla vicenda del processo di  “ Portovecchio” di Trieste  è stata espressa : a pronunciarla è stata la Corte di Cassazione in Roma che pochi giorni fa ha depositato la sentenza della Settima Sezione firmata dal presidente Pistorelli Luca ( relatore Romano Michele) con cui dichiarava assolti per intervenuta prescrizione gli ultimi tre imputati che nei gradi precedenti non erano stati assolti come gli altri, circa una ventina. Ci rendiamo conto che per molti questa nota può non dire molto e quindi una breve esposizione si rende necessaria per comprendere l’ importanza di questo verdetto.

“ Portovecchio” è il nome familiare con cui i triestini chiamano il porto cittadino risalente all’ epoca asburgica, ma perfettamente operativo e moderno che non è un porto qualsiasi, perché il trattato di pace del 1948 lo riveste del rango di porto extraterritoriale , non soggetto alla sovranità della repubblica italiana e della sua voracità fiscale. E’ posto al centro di quella vasta area che costituisce il territorio Libero di Trieste, uno stato sovrano che va da Duino fino a Trieste e si spinge in Istria in territori inglobati ora dalla Slovenia. Uno stato indipendente , che è “ in sonno” dal 1948 , inglobato da Italia e Slovenia e che può riprendere vita da un momento all’ altro con la nomina di un Governatore da parte dell’ Organizzazione delle Nazioni Unite. Un evento temuto da molti, ma auspicati da tanti altri, soprattutto dai triestini e in particolare  quando ricevono le simpatiche  letterine di Equitalia o della Agenzia della  Entrate della repubblica italiana. Che il “ Territorio Libero di Trieste” sia rimasto in sonno finora a causa della guerra fredda, non significa che non esista , che non sia previsto dalla stessa carta delle Nazioni Unite e – soprattutto – non significa che non possa realizzarsi da un momento all’ altro.


[ 15 maggio, 2018 : 600 cittadini del Territorio Libero di Trieste muovono causa al governo italiano per l' esosa tassazione fiscale. Aula del tribunale di Trieste gremita. L' avv. longo, loro difensore, è seduto sul banco in prima fila ]

Nell’ anno 2013 i militanti indipendentisti di Trieste, nel reclamare l’ internazionalità del loro porto ( mai contestata da nessuno) e la costituzione effettiva dello stato sovrano del Territorio Libero di Trieste, svolsero una manifestazione pacifica proprio in “ portovecchio”, manifestazione molto partecipata intimando un “ ultimatum all’ Italia”.

La democrazia del Bel Paese rispose con vecchio sistema autocratico di un processo di massa ai manifestanti per intimidirli e dissolverli : un vecchio trucco che ha sempre portato fortuna all’ apparato dello stato profondo italico. Il processo, nel 2017 terminò con una prima serie di assoluzioni di massa : i militanti imputati non avevano compiuto niente di male . Nel 2021 il processo di appello che vide l’ assoluzione per prescrizione di un’ altra serie di imputati per prescrizione. Rimanevano condannati solo tre imputati sui quali lo stato italiano non mollava la presa, come fosse un cane feroce. I tre impugnarono ancora e due di loro, difesi dall’ avvocato Edoardo Longo, legale storico che aveva seguito il processo fin dalle prime battute, fecero pubblicamente sapere che avrebbe portato avanti l’ ingiusto processo fino alla Corte Europea perché si pronunciasse sul punto del Territorio Libero di Trieste, amministrato come “ cosa propria” dalla repubblica italiana.

A questo punto , venne sabotata l’ ulteriore impugnazione in Cassazione, al punto che la sentenza da impugnare venne tenuta bloccata per oltre un anno, fino al giorno in cui il legale – l’ avvocato Edoardo Longo – non venne gettato in carcere a seguito di una losca manovra dei palazzi di giustizia. Venne pubblicata esattamente  7 giorni dopo che l’ avvocato in carcere, nella illusoria speranza che non sarebbe stata impugnata. Mal gliene  incolse agli aguzzini perché il difensore la impugnò lo stesso , benchè chiuso in cella di isolamento, dal momento che non ha mai cessato di svolgere la sua professione, nemmeno in galera.




Il ricorso venne indirizzato alla Settima Sezione della Corte di Cassazione in Roma, soprannominata la “ castra ricorsi” perché per statuto pronuncia solo rigetti tanto che non viene neanche permessa la presenza degli avvocati difensori . Potenza della “ democrazia “ italica…

Incredibilmente, nei giorni scorsi la Corte di Cassazione – a sorpresa – ha accolto l’ eccezione di prescrizione formulata dal difensore mentre era in carcere e anche gli ultimi condannati sono stati prosciolti. Il mastino ha mollato la presa…

Spirito di giustizia ? Forse, ma anche no…. Più probabilmente la preoccupazione di evitare che gli imputati, se non fossero stati prosciolti, potessero ricorrere alla  Corte europea dei diritti dell’ uomo  con il mastino attaccato ancora ai polpacci e sollevassero lì la questione del Territorio Libero di Trieste, di fronte a giudici che non erano della repubblica che li voleva incatenati.  Felicissimi  tutti per la loro assoluzione, ma una considerazione finale amara è d’ obbligo : ci sono voluti dieci anni perché gli imputati si liberassero dal morso tenace della repubblica italiana. E’ stato tentato anche di annichilire il loro difensore, con metodi degni di una satrapia medio-orientale.  Quanti anni ci vorranno perché tutti i sudditi di questa tirannide assassina chiamata pomposamente “ repubblica italiana”  possano  raggiungere  la piena libertà e la pienezza dei loro diritti ?

Redazione di Dissonanze




sabato 11 giugno 2022

STROZZINAGGIO FISCALE E MALAGIUSTIZIA : ECCO IL "SISTEMA ITALIA"

 


PER RICORDARE :

14 giorni dopo aver assistito in tribunale i cittadini veneti  Auto-determinati del Comitato di Liberazione Nazionale del Veneto, fui arrestato ingiustamente. Committente del killeraggio nei miei confronti ? Il Palazzo di Giustizia di Pordenone. Impossibile non vedere, impossibile non capire.

 Avv. Edoardo Longo

longolegal@libero.it