Uno
scorrevole libretto diffuso massicciamente in Italia negli anni Venti per
celebrare la legge mussoliniana del 1925 che scioglieva le organizzazioni massoniche dichiarate incompatibili con gli interessi
nazionali, per via della doppia obbedienza
che rendeva ovviamente impossibile il funzionamento di uno Stato etico e
sociale.
Libretto
sintetico, oggi introvabile, nonostante la indovinata copertina sia
famosissima, scevro da ogni connotazione complottista che ci si aspetterebbe , che parla un po’ di tutto : dalle origini delle prime logge massoniche ( fondate da ebrei
talmudici : “ Società dei figli della Vedova”,
ossia “ Gerusalemme privata del tempio” , non riuscirono subito ad imporsi sulle altre che sorgevano
) , riporta opinioni di uomini politici
favorevoli alla legge di scioglimento ( C’è anche quella del Generale
Bava-Beccaris !) , fino a infinite note
di colore tratte dalla ritualità massonica , anche grottesche e surreali, come lo stralunato “rito dei banchetti”, e gli schizoidi rituali legati all’
occultamento pubblico della identità massonica, quali il rito della “ restrizione
mentale” ( ! ) , che a sua volta richiede necessariamente anche la compunta celebrazione contestuale del rito
del “fare mente locale
“, con accessoria e obbligatoria maledizione in pectore nei confronti del profano di turno. Il profano è la versione massonica del gojm presso i giudei. Un soggetto così, che ti tira maledizioni di nascosto mentre ti parla col sorriso sulle labbra , a Napoli lo chiamerebbero ' u jettatore.. Persone gradevolissime, questi iniziati, che vanno in giro maledicendo la gente.

E via di questo passo…C’è seriamente da chiedersi come faccia questa
gente a definirsi come “ liberi pensatori”, se ogni loro gesto o atto
è imprigionato in un reticolo soffocante di riti e superstizioni assortite
che alla lunga possono portare solo alla schiavitù mentale e al lettino dello psichiatra e che paiono
invenzioni di un qualche dèmone burlone e sadico che si sia divertito a farli così
apparire quasi dei deficienti. “ Robots ubriachi fradici
di vinaccio massonico”, li definiva il caustico Cèline. Non so come vadano le cose oggi, cento anni dopo , ma si sa che
la Massoneria non ama re-inventarsi.
Un
libretto di impostazione, come diremmo oggi, nazional-popolare,
anche intrigante, se si considera la astruseria del tema trattato.
Comunque
lo si voglia valutare, questo libretto è una pagina importante di storia
italiana che è stata fatta sparire da tutte le biblioteche : evidentemente
per non urtare la iper - suscettibilità dei figli della Vedova
che, durante il Fascismo, poverini, pur non essendo stati discriminati o deportati,
hanno evidentemente banchettato
poco, a discapito dei loro forti appetiti
che questo libretto ci documenta presentandoci il venerabile
“rito della masticazione”, che sembra una via di mezzo fra la
delirante festa di non compleanno
del Cappellaio Matto di “Alice nel paese
delle meraviglie” e le orge alimentari e bacchiche del romanzo “ Gargantua e Pantagruele”, non a
caso, ritenuto da ambienti massonici “ iniziatico “ (! )…
“
Imbarazzanti”, secondo la definizione di un mio collaboratore che ha letto
il testo prima di me : “ Molto
imbarazzanti, se si pensa poi che oggi siamo governati da questa gente ”…
Un
buon motivo per rimpiangere Mussolini che - quanto meno - questo nodo di
Gordio lo ha reciso per vent’ anni e che sosteneva : “ La Massoneria
è come la gramigna in un campo : impensabile eliminarla per sempre, ma ogni
tanto dal campo va estirpata per evitare che distrugga tutto ”. Ormai sono passati giusto 100 anni dalla disinfezione
mussoliniana e la gramigna cresce dappertutto : come andrà a finire già si capisce : come tutte le specie
invasive e parassitarie, la Massoneria sparirà da sola, ma solo quando non avrà più
nutrimento, dopo aver soffocato tutte le altre piante fruttifere di cui si
nutre.
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