I Sicofanti erano nell’
antica Grecia gli accusatori pubblici che muovevano le accuse, spesso a comando , nei
confronti dei cittadini che, processati, venivano poi condannati sulla base
delle sole accuse dei Sicofanti. Celebre vittima di costoro fu Socrate,
condannato a morte tramite veleno. La radice greca di sicofante è la
medesima di sicario.
Questo studio propone l’ esame della rinascita
del sicofanti nella giustizia (?) dell’ Italia moderna. Gli attuali Sicofanti
soni i cd “ pentiti”, sempre a comando,
sovente “ pentiti” dei fatti di altri e non dei propri il cui prezzo
della collaborazione a danno di altri è in genere l’ impunità per i crimini
propri. Coi Sicofanti rinasce il sistema inquisitorio penale, il pagamento per
le accuse penali richieste e svolte, un sistema inquisitorio non brutale, dove alla tortura si sostituisce un premio e
spesso la sostituzione di persona nella sanzione carceraria, dove l’ accusato
va in galera al posto del sicofante. Negli anni ‘ 70 , con l’ alibi della lotta al
terrorismo, nasce uno stato “ democratico “onnipotente che utilizza
la paura e la viltà delle persone per ottenere pentimenti e genuflessioni alla
sua potenza. Il giudice diviene inquisitore di Stato. Lo studio ci presenta l’
analisi precisa di queste perversioni giudiziarie al suo sorgere e una ampia
casistica documentata di casi recenti, tratta dalla esperienza professionale e
personale dell’ Autore, vittima anche egli di prezzolati sicofanti giudiziari e
in toga. Un volume tecnico, ma insostituibile.
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