Breve racconto di Giacinto Reale, lo studioso di Storia della Rivoluzione Fascista che ha raggiunto i livelli di analisi e conoscenza del fenomeno squadrista più elevati degli ultimi anni . La novella riprende i temi, fra quelli più cari all’ autore, dell’ epopea delle Camicie Nere Mussoliniane: le azioni squadriste fra arditismo e spirito goliardico, lo sprezzo del pericolo negli scontri con i “ rossi” affrontati spavaldamente pur trovandosi in netta inferiorità numerica, lo scenario delle campagne romagnole, la tristezza malinconica dell’ addio agli “anni ruggenti” d’ Italia , racchiusa nel commovente finale : “ Non dimenticheremo mai questi che sono stati gli anni migliori della nostra vita”. Uno spaccato di storia, poesia , di uno spirito salgariano oggi scomparso, che si dipana nel flash – back della propria giovinezza squadrista, rievocato dal protagonista del racconto che lo consegna ai lettori come suo commiato finale dalla vita, nella cupa primavera di sangue del 1945, quando pare svanire ogni sogno di una Italia libera, grande , gloriosa.
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