Il più
grande successo della propaganda sionista è stato quello di riuscire ad
assimilare la lotta politica di rivendicazione per i diritti nazionali e
sociali del popolo palestinese alle kermesse LGBT ed alla galassia politica
variamente declinata in accezione sorosiana. Per cui, essendo stata oggi la
bandiera palestinese associata al gay pride e a Soros, chi la espone e la
difende viene identificato con queste realtà politiche di sinistra e Woke.
Mentre chi espone quella israeliana viene percepito come un sostenitore del
sovranismo politico, della lotta contro l’immigrazione ed il disordine
pubblico, nonché come persona seria, moderata, inserita e stabile. Questa nuova
dicotomia tra "pro-pal" di sinistra, sorosiani, gender fluid
e pro-immigrazione e filo-israeliani sovranisti, anti-immigrazione e moderati,
ha attecchito anche nel mondo del dissenso, che in molti casi la veicola...
C’è poco da fare, la
propaganda è in mano loro. Loro danno le carte, loro fanno il mazzo, e se e
quando perdono barano pure.
Cone avrebbe detto padre
Dante :“ Uomini siate e non pecore matte, acchè ‘l giudeo fra voi di voi non
rida”.
FONTE ;
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