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giovedì 23 ottobre 2025

MORTE SUL LAGO

 


Un racconto ucronico ambientato ai tempi delle squadre d’ azione fasciste  nei giorni convulsi della marcia su Roma. L’ Autore, forse uno dei più seri storici di quel periodo al quale ha dedicato  decine di libri, ci presenta una versione fantasiosa, un divertissement letterario, una distopia cronologica su “ come poteva andare e non è andata”. Piglio narrativo incalzante, Giacinto Reale ci porta in una dimensione parallela del tempo quasi più paradossale e verosimile degli avvenimenti veri, come solo accade quando uno storico vero cavalca le ali della fantasia.

 

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venerdì 18 luglio 2025

L' EPOPEA DELLE SQUADRE D' AZIONE, IN UN LIBRO INIMITABILE

 


Ristampato per la prima volta dal 1942 “ Il Ventennale”, imponente opera storico – rievocativa di Marcello Gallian , dedicata alla Marcia su Roma nel ventennale della ricorrenza e in particolare, come scrive l' Autore nel suo sottotitolo, dedicata all' epopea degli “ Uomini delle squadre nella Rivoluzione delle camicie nere”. Uno studio monumentale, espresso con la vigoria espressiva tipica della penna di Gallian, grande scrittore rimasto misconosciuto nel dopoguerra a causa della sua mai rinnegata militanza ideologica e politica a fianco del Fascismo delle Origini. L' Opera è stata riedita in forma integrale e ricomprende l' ampia selezione fotografica della edizione del 1942. Il testo ripresenta la introduzione dell' Autore oltre a un inedito saggio di presentazione di Giacinto Reale, ricercatore storico controcorrente e forse il miglior conoscitore dell' opera di Marcello Gallian e dell' epopea delle Camicie Nere.

Il libro ha circolato molto poco, causa la solita censura del Monopolista Circonciso. Il " Ventennale" era assente dal 2020 dal circuito librario e anche prima pochi Lettori avevano potuto affrontare la spesa per l’ acquisto, alquanto significativa Per festeggiare ora questo grande ritorno editoriale di un libro che espone con stile coinvolgente e profondo l’ epopea delle Camicie Nere, alla faccia di tutte le censure ideologiche,  lo stesso viene offerto ai Lettori della Lanterna per un breve periodo di tempo all’ eccezionale costo di euro 18 per un volume unico , di 530 pagine , con oltre 50 foto d’ epoca assolutamente introvabili. 

Una occasione che non durerà a lungo, giusto per festeggiare la più completa , analitica e salgariana opera sulle Squadre d' Azione, scritta da uno squadrista/poeta/romanziere  che in questo lavoro monumentale ha riversato la sua passione politica con lo sprezzo del pericolo tipico dello spirito squadrista,  il ricordo dei suoi anni " ruggenti", il lirismo poetico che gli era proprio e il sarcasmo antiborghese che anima sempre le sue analisi e che nel dopoguerra lo hanno fatto designare come un " fascista anarchico " e controcorrente. Forse basterebbe dire : Squadrista autentico. La riscoperta di un mondo politico e ideale assolutamente misconosciuto, ma parte della Storia d' Italia e della sua giovinezza corrusca, guerriera e un pochino strafottente...Altro che " generazione Z" ...

 

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venerdì 20 giugno 2025

LO SQUADRISMO DI MARCELLO GALLIAN




Marcello Gallian, grande romanziere e intellettuale italiano, non è molto noto al grande pubblico perché sconta una "damnatio memoriae" imposta dal conformismo culturale imperante in quanto fu squadrista, orgoglioso e fiero di esserlo stato, e nelle sue opere letterarie trasfonde questi suoi sentimenti, dando voce al sentire e alle vicende delle camicie nere mussoliniane in un'ottica assolutamente controcorrente e insolita. Questo denso studio di Giacinto Reale, uno dei migliori interpreti degli scritti di Gallian, disvela l'universo culturale dell' intellettuale " maledetto" e ci restituisce il vigore intellettuale di uno scrittore -squadrista che ha dato voce agli " anni ruggenti" di una Italia ancora giovane, intrepida e forte. In Appendice sono riportati i passaggi delle opere di Gallian, come guida a chi volesse esplorarne il sulfureo universo culturale. Il libro è corredato da molti disegni e fotografie dell'epoca ispirati al tema delle squadre d'azione mussoliniane.

 

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martedì 17 giugno 2025

SOVVERSIVI, MA NON ROSSI



Memorie del primo dopoguerra di Silvio Maurano, grande giornalista che nel " biennio rosso" 1919-1921 militò nelle squadre d'azione del nascente Fascismo. Il ricordo del carattere rivoluzionario del movimento dei reduci della Grande Guerra, che mirava non a modificare lo stato liberale, ma ad abbatterlo e sostituirlo. Il libro, avvincente come un romanzo, propone anche la rilettura di pagine di storia che la storiografia antifascista ci ha consegnato monche e falsificate, come nella vicenda dell'incendio squadrista del giornale socialista "Avanti", che avvenne dopo il tentativo di masse anarco - socialiste di mettere a ferro e fuoco la città di Milano : 3.000 anarco - socialisti invasati vennero sconfitti da soli 30 fascisti, per lo più ex arditi e reduci di guerra. Attenta introduzione storica di Giacinto Reale accompagnata da rare fotografie dell'epoca. Libro cancellato, distrutto, ma di nuovo rieditato. 

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venerdì 30 maggio 2025

L' ESSENZA DELLO SQUADRISMO



Francesco Giunta fu il capo indiscusso del fascismo triestino. Di formazione patriottica e volontario nell'impresa di Fiume guidata da d'Annunzio, riversò la sua formazione ideologica nell'impostare il Fascio di Trieste, trovando, per il vero, un terreno particolarmente fertile e recettivo. Dall' impresa fiumana trasse lo spirito per il beau geste eclatante e che estasiasse le masse, nonché la convinzione, che già era di d' Annunzio, che Trieste fosse il perno non solo dell' azione nazionale verso Fiume, ma anche della identità della patria italiana stessa. Nasce quindi un Fascio che rivolge la sua azione politica non solo verso i nemici " interni " della nazione, ma in particolare verso i nemici " esterni", cioè verso quelle pressioni di etnie e stati che premevano su Trieste e su tutto il confine orientale italiano . La peculiarità del Fascio triestino ne fa a tutti gli effetti una prosecuzione ininterrotta dell'azione risorgimentale fino ad oltre la prima guerra mondiale. Questo Diario politico - ristampato oggi integralmente dopo 80 anni - che va dal 6 dicembre 1920 fino alla marcia su Roma, cesella le caratteristiche ideologiche del fascismo triestino. E non solo ideologiche, ma anche in termini di " prassi squadrista", il cui perno è il famoso incendio dell' hotel Balkan, centro ideologico e deposito di armi della sovversione anti italiana di matrice slovena, non rassegnata alla sconfitta bellica del 1918. Incendio che per Giunta fu "l'inizio della nostra campagna elettorale" e che Benito Mussolini definì in uno storico discorso a Trieste come "il capolavoro dello squadrismo triestino". Evento cruciale che la storiografia attuale a senso unico presenta sganciato dalla contestualità del tempo che viene invece esaminato in ogni dettaglio storico dal ricercatore Giacinto Reale nello studio pubblicato in appendice e che evidenzia come la reale responsabilità fascista nell'incendio va ampiamente ridimensionata.

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sabato 3 maggio 2025

FACEVA CALDO A MILANO




 I giorni “ infuocati” dello scontro fra fascisti e social-comunisti nella Milano del 1922, poco prima della Marcia su Roma. L’ assalto a Palazzo Marino, sede dell’ amministrazione comunale di Milano, da parte delle Camicie Nere . Pagine di Storia, rievocate con la partecipazione e il vigore di chi c’era. L’ Autore , partecipe delle squadre d’ assalto in azione ci riporta di colpo a quegli anni, nel pieno del biennio rosso che vide l’ Italia sull’ orlo di finire preda di un sistema politico comunista. Sinceramente, un vigore narrativo senza pari. Le pagine finali , dedicate al ricordo della gioventù nazionale che si arruolò volontaria nelle file del Fascio , dopo quattro anni di trincee di guerra al fronte, rappresentano una testimonianza storica vigorosa, come scrive l’ Autore  : “ Gli squadristi saranno i primi a testimoniare coi fatti che lo squadrista è una passione che dura tutta la vita”. Testimonianza storica veridica, ma politicamente scorrettissima perché sul filo del ricordo commosso di quegli “ anni ruggenti” vissuti in camicia nera. Ampia introduzione storica di Giacinto Reale,  Curatore del volume, con rari documenti fotografici dell’ epoca. ( Terza edizione della Lanterna).

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mercoledì 30 aprile 2025

UNA CITTA', UNA RIVOLUZIONE, UN COMANDANTE



Proponiamo ai nostri Lettori un nuovo libretto di Giacinto Reale. Come gli altri da noi pubblicati, anche questo testo ha una particolare caratteristica: in un numero di pagine contenuto viene svolto un approfondimento completo di capitoli di storia particolarmente controversi, nei quali la censura del “politicamente corretto” ha cercato, più che in altri, di imporre la propria “narrazione” demonizzante, intrisa di menzogne ​​, luoghi comuni e falsità. Con stile scorrevole ed agile, Giacinto Reale ricolloca i fatti nella loro realtà storica, senza indulgere a interpretazioni di comodo e fuorvianti. Naturalmente, i capitoli che compongono questo agile libretto , impostati a una analisi storica controcorrente, non sono passati indenni attraverso l'occhio del Grande Fratello telematico, oggi particolarmente onnipervasivo ed assillante : nati come post storici pubblicati sul più noto social del web , ne sono stati censurati dopo poco tempo. Riproposti in forma editoriale , conservano la caratteristica originaria di essere agili e privi di note, ma costituiscono un contributo non indifferente per la ricerca e per l' approfondimento dei temi trattati , data la quantità di spunti e di “piste” interpretative che offrono e che non si trovano certo nei paludati e noiosi testi di storia “ad una dimensione” che impestano biblioteche, librerie e scuole. Contrariamente a questi , gli scritti di Giacinto Reale liberano le facoltà critiche del Lettore , imprigionate altrimenti nella rete di luoghi comuni della storiografia ufficiale. Il volume è impreziosito da numerose fotografie dell'epoca, in parte provenienti dall'archivio personale dell'Autore.

 

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martedì 29 aprile 2025

GLI SQUADRISTI RACCONTANO LO SQUADRISMO



Un’ opera essenziale per chi vuole  approfondire in modo completo ed organico il fenomeno squadrista in Italia. Vi è una totale censura storiografica e culturale sull’ argomento, benchè sia noto il giudizio di Lenin su Benito Mussolini ( “ L’ unico rivoluzionario che ci sia in Italia”) e il giudizio dell’

ambasciatore statunitense a Roma, W. Child durante i moti dello squadrismo fascista : " E' in atto una rivoluzione bella e giovane, che mi sta piacendo molto". Insomma : a causa di una ottusa censura durata 70 anni, dell’ unica rivoluzione avvenuta in Italia non v’è rimasta traccia o documento scritto.

Giacinto Reale, studioso attento a questo periodo storico, ha colmato questa lacuna e lo ha fatto in modo magistrale. In questo volume ha raccolto i passaggi più interessanti storicamente e più vivaci letterariamente della copiosissima memorialistica  delle Camicie Nere , commentandole e inquadrandole storicamente. Ne è uscito un libro vivacissimo, che si legge d’ un fiato, dalla  prima all’ ultima pagina. Una antologia che riporta alla luce pagine di storia dimenticata e autentici pezzi di valida letteratura : una antologia che è sia documento storico primario, sia un lunghissimo romanzo sugli anni ruggenti d’ Italia, a torto dimenticati e rimossi. La ideologia conformista del Pensiero Unico dimentica che i rivoluzionari delle Camicie Nere non comparvero sulla scena d’ Italia dal nulla, una mattina, armati di pugnale fra i denti e bombe a  mano…. Mandiamo indietro l’ orologio del Tempo a pochi anni prima del 1921 e vedremo quegli stessi giovani combattere con coraggio e ardimento sulle trincee del Carso e fra i picchi delle Dolomiti tenendo testa e poi piegano uno degli eserciti più forti della Storia : l’ esercito dell’ Impero asburgico. Gli Squadristi nascono dagli Arditi della Grande Guerra, SONO letteralmente gli stessi . Chi aveva vinto nella Grande Guerra è chiaro che aveva i crismi per vincere, all’ insegna dei canti della giovinezza strafottente, anche le compagini del comunismo che voleva assoggettare l’ Italia…

Ma c’è di più, oltre ai documenti di prima mano delle memorie squadriste  : il libro è introdotto da un ampio studio dello stesso Reale che inquadra le caratteristiche di fondo dei blitz leggendari delle squadre mussoliniane : le armi, le modalità delle spedizioni, l’ ardimento che le animava, i “ covi” degli squadristi, lo spirito di burla e goliardico che animava il fondo delle loro azioni dimostrative, i canti ,la tragica offerta della vita posta in palio ad ogni azione , L’ amore e la devozione verso il Duce e infine la cocente delusione nel vedere i loro sogni smorzati in un regime spesso deludente e piccolo – borghese, che rese gli squadristi i “ super-traditi dal fascismo”, che però quasi mai  rinnegarono, accorrendo spesso a portare il loro coraggio e il loro braccio nell’ ultima avventura, nel  corrusco tramonto della RSI. C’è tutto in questo libro sullo squadrismo fascista  : fascino, critica, storia , letteratura e quell’ esame introspettivo dell’ animo e del sentire interiore  dei protagonisti che, alla fine, ci appaiono molto più vicini ai nostri giorni di quanto si possa sospettare. Circostanza che inquieterà molti , ma che darà fiducia  a molti altri…..La Storia d’ Italia non è ancora finita.

 

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I CAVALIERI DELLA MORTE

 


"Ma che notte.....attraversammo piazza San Marco chiamandoci per nome, per non sperderci. Io andavo avanti, sentivo un freddo dentro le ossa che mi faceva fremere ad ogni passo. Pensavo che non era molto facile giungere a buon porto con avevo voglia di scaldarmi, fremevo al pensiero che quanto prima avrei potuto dare sfogo alla mia bile contro i rossi che per poco l'altra sera non ci stendevano per calle del carbone. Vi era il sandalo che ci attendeva. Giggi il gondoliere fischiava, per avvertirci che era là ad aspettare da un bel pezzo. Quando ci fummo messi a sedere e ci staccammo dall'imbarcadero, Giggi domandò chi era che aveva il comando della spedizione, e quando seppe che ero io: "Siete voi, signor Roberto..... ho sentito che ci spiano, sarebbe meglio cambiare itinerario e giungere a Malamocco, anzichè da Canal Grande..." Con le parole di uno di questi Arditi, si apre il breve studio di Giacinto Reale, sui Cavalieri della Morte, la prima ed egemone organizzazione fascista in Venezia. L'unico studio finora dedicato a questa pagina di storia. Organizzazione più dannunziana che mussoliniana in senso stretto, di impossibile inquadramento nel regime, " benedetta" anche da Italo Balbo e diretta dall' avvocato Marsich, legionario fiumano il cui cuore batteva nelle terre irredente dell' Adriatico, I Cavalieri della Morte, rafforzati dalla audace guida del pordenonese Gino Covre, placarono in modo irreversibile i moti antinazionali dei social comunisti, radendo di fatto al suolo ogni loro struttura e sede. Cavaliere della Morte anche il nonno del disegnatore veneziano Hugo Pratt, che lo ha ricordato nella sua opera " Corte sconta detta arcana", citando una sua poesia. Ingombranti anche per il nascente regime fascista, oltre che per le forze di polizia che ne decretarono lo scioglimento a causa della loro irruenza, peculiarietà e indipendenza. Una pagina di storia vibrante come una bomba a mano. Appunto......

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L' EPOPEA NASCOSTA


Un testo fondamentale per ricostruire la pagina più sconosciuta e demonizzata della storia d’ Italia : “ L’ epopea dello Squadrismo” è la prima riedizione integrale del dopoguerra del numero speciale del 1938 di Antieuropa, periodico diretto da Asvero Gravelli e dedicato, appunto, allo Squadrismo, il fenomeno rivoluzionario delle “Camicie Nere” di Benito Mussolini: una irruzione assoluta di prassi rivoluzionaria nelle società contemporanee.  Il volume è un documento ( completato dall’ intiero apporto di fotografie della edizione del 1938) , ma è anche un testo letterario, perché lo Squadrismo è presentato attraverso la penna dei protagonisti, fra cui si annoverano squadristi di elevato spessore culturale e con grandi capacità narrative, fra cui Italo Balbo , Piero Bolzon, Roberto Farinacci, Giuseppe Bottai e lo stesso Asvero Gravelli, saggista e scrittore oggi riscoperto da vari versanti. Pagine al fulmicotone, ma anche attenta retrospezione dello spirito squadrista  e degli ideali che lo animavano, alla riscossa di una Nazione che, vincitrice di un conflitto mondiale, veniva umiliata e annichilita dagli stessi alleati di guerra, traditori come sempre. Una ampia presentazione dello storico Giacinto Reale vi farà rivivere momenti storici che la cancel cultur vuole distruggere in eterno.

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giovedì 24 aprile 2025

QUELLE CANNONATE SQUISITAMENTE FASCISTE





Marzo 1922 : conclusa l'Impresa di Fiume, la città non è però stata “normalizzata”, cioè piegata ad accettare i diktat delle potenze che vogliono cederla in amministrazione a qualche staterello slavo confinante e non concedere l'agognata annessione all'Italia. Viene così fomentata e armata dal governo fedifrago di Roma un golpe contro il governo ancora dannunziano della città. Il golpe armato fino ai denti da Roma e appoggiato da qualche masnada di croati facinorosi pare avere successo e viene conquistato il palazzo del governo. Fiume pare destinata a capitolare. In soccorso dei “regolari”, arrivano però le squadre fasciste di Trieste. Stretto d'assedio il governo golpista, la situazione pare in stallo, quando dal porto piombano sul palazzo le cannonate di una nave motosilurante (MAS) capitanata dai fascisti triestini. Il rinnegato Zanella, capo dei golpisti, si arrende. Firma la resa. La città e salva e poco tempo dopo la sua determinazione a restare italiana, gridata al mondo intero, viene premiata con l' annessione all' Italia. Un nuovo agile libretto dello storico Giacinto Reale su un episodio di storia nazionale poco conosciuto. Foto storiche dell'archivio dell'Autore arricchiscono questo agile libretto che narra un episodio degno dei film d'azione. Un agile supporto didattico e scolastico. Imperdibile.

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mercoledì 23 aprile 2025

GLI ARDITI DEL DUCE

 


Capire lo spirito delle Camicie Nere di Mussolini, dopo cento anni dal loro apparire, si può ?  Con le opere di Giacinto Reale, la risposta è affermativa : finalmente il fenomeno squadrista non viene letto attraverso la lente grottesca e deformante di un antifascismo che appare grottesco, ammuffito  e datato , ma viene colto dall’ interno, da quelle dinamiche interiori, sociali e di gruppo che animavano le squadre d’ azione della rivoluzione fascista. Una dimensione pre-ideologica , esistenziale,  sovente dimenticata anche dalla stessa propaganda fascista. In questo libro, troviamo raccolte in unità,  fra le mille differenze, le caratteristiche della identità squadrista : dai preparativi delle  spedizioni punitive, alla ricerca delle armi  , alla dimensione  dell’ ardimento e dell’ offerta della vita che si innestano sullo spirito dell’arditismo, fino ai canti irridenti , alle burle goliardiche  e a quello spirito giovanile ribelle che fece dire   degli squadristi  che “ avevano letto troppo Salgari”. La devozione inattenuata verso il Duce.  Fino  alla delusione di aver visto la loro Rivoluzione - nel vincere-   assopirsi in un regime conservatore troppo paludato e soffocato dal  perbenismo borghese . Riferimenti bibliografici senza pari fanno di questo volume il testo imprescindibile di chi voglia  capire un movimento   senza demonizzazioni di rito. Illustrazioni e fotografie d’ epoca.

 

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giovedì 17 aprile 2025

CAMERATISMO OLTRE LA MORTE



Trieste, estremo confine orientale d'Italia. Questo libro è opera del giornalista e scrittore Piero Belli ( il mitico “ testa di ferro”), già legionario fiumano collaboratore del quotidiano “ il popolo di Trieste”. Carico di verve giornalistica e vigore polemico, il Belli ricostruisce lo spirito nazionalista della Trieste fra le due guerre ed è autore di una ricostruzione particolarmente struggente dell'impresa di Fiume (“ La notte di Ronchi”, già pubblicata dalla Lanterna) . Il racconto qui pubblicato, ricco di pathos, è ispirato ad una vicenda realmente accaduta nel 1920 a Trieste: “Il furto di un cadavere”, che ha per protagonisti i membri di un fascio di combattimento, dove si scopre che il senso di cameratismo e di appartenenza alla medesima trincea della lotta nazionale dura anche dopo la morte. Dove si scopre che “onore” e “fedeltà” non erano solo uno slogan. Dove la Patria era sempre la Patria, anche se spesso lontana e ingrata. Un tuffo nella Grande Storia dimenticata di Trieste. L'impareggiabile introduzione storica di Giacinto Reale e le suggestive foto e disegni della città rendono questo libretto una lettura rara e preziosa.

 

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CAMERATISMO OLTRE LA MORTE

 

PS: nella foto, il libretto originale (1920) di Piero Belli, e la ristampa (con introduzione di Giacinto Reale e con titolo diverso) del 2023, delle Edizioni della Lanterna.

§

Il fascismo ebbe, fin dall’inizio, la sua liturgia e i suoi “riti”, dedicati ad onorare i caduti….Emilio Gentile ha scritto in merito cose molto interessanti…procedure derivate dall’esperienza di guerra e poi di Fiume, con l’esposizione della bara scoperta, poi il trasporto, il picchetto, l’ ”attenti” e il “presente”….momenti culminanti di una comunità che ogni giorno rischiava la morte.

Come prevedibile, tali manifestazioni, per il forte impatto emotivo ecoinvolgente che avevano, anche per gli osservatori “esterni”, furono sempre ostacolate dalle Autorità…in più di un caso (a Venezia e a Bologna, per esempio) gli uomini delle squadre si impadronirono con la forza della salma del camerata caduto, per tributare ad essa onoranze degne.

Il primo caso, però, si ebbe a Trieste….qui, ad essere prelevata dall’ospedale civile, dove era temporaneamente custodita, in attesa di una sepoltura che il prefetto voleva “per pochi intimi”, per non turbare la sensibilità degli anarco-socialisti assassini, fu la salma di una Guardia Regia Giuffrida, linciato qualche giorno prima, mentre, fuori servizio, si trovava su un tram cittadino.

Protagonista del “furto” Pietro Belli. corrispondente locale del Popolo d’Italia, che, “a caldo” ricostruirà l’accaduto in uno scarno libretto (“Il furto di un cadavere”, appunto)….mi piace riportarne qualche riga, per lo stile veramente “salgariano” del racconto…non per niente l’accusa che i benpensanti dell’epoca rivolgevano agli scavezzacollo in camicia nera era proprio quella, di aver letto “troppo Salgari”:

“Potevano essere le due di notte dopo la mezzanotte, quando alla porta principale di ingresso dell’Ospedale, due Ufficiali dei bersaglieri picchiavano furiosamente, sorreggendo a braccia un giovane che sembrava svenuto….Un infermiere aprì finalmente lo spiraglio, e, visto il ferito, si affrettò a spalancare la porta…quando, improvvisamente, un nuvolo di uomini irrompe dall’esterno e penetra nell’atrio con il tumulto tempestoso dell’assalto. E’ un attimo. Il ferito si drizza senza più le bende…. il capo della spedizione è lì…, con la rivoltella in pugno. E dietro di lui sono dieci uomini che spianano silenziosamente le armi. “Ohè, il primo che fiata è un uomo morto!”….Anche la guardia di PS si è pacificata…..Dice, a un certo momento: “Fascisti ?” E una voce, dall’ombra, risponde: “Precisamente”. E tutto, allora, pare chiaro…..Le sentinelle….hanno fatto appena in tempo ad urlare: “Chi va là!” Ed hanno potuto anche imbracciare il loro moschetto. Ma sono già abbrancate dalla stretta ferrea di un abbraccio che atterrerebbe un bue. E senza neanche avere il tempo di dire una parola sin trovano senz’armi.”

Salgari…..appunto.

Giacinto Reale

Ricercatore storico

https://www.facebook.com/giacinto.reale.98?locale=it_IT


 



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lunedì 14 aprile 2025

UN INCENDIO SPETTACOLARE

 


Trieste, 13 luglio, 1920 : in una vampata di fuoco esplode l’ Hotel  Balkan,  nel  famoso incendio che carbonizzò questo  centro ideologico e deposito di armi  della sovversione anti italiana di matrice slovena non rassegnata alla sconfitta bellica dell’ Impero asburgico nella Grande Guerra , dal momento che l’ Austria ne spalleggiava e fomentava le rivendicazioni etniche   in funzione anti italiana.

Incendio che per Francesco Giunta, capo indiscusso dello squadrismo triestino,  fu “ l’ inizio della nostra campagna elettorale[1] e che Benito Mussolini definì in uno storico discorso a Trieste come “ il capolavoro dello squadrismo triestino”.

" Cosa fatta, capo ha" - avrebbe detto il Comandante d' Annunzio : fatto sta che da quella volta l' insurrezionalismo sloveno  non  fece più sentire il fuoco delle sue armi per almeno 20 anni. Tacque finalmente il Balkan e  e tutti gli altri centri di “ cultura” slovena ,che erano in realtà delle santabarbare armate. La pace divenne finalmente realtà al confine orientale d’ Italia. L’ incendio del Balkan : forse l’ ultimo atto bellico della prima guerra mondiale. Di certo emblematico di una epoca che aveva fatto suo il motto di Sorel . “ la violenza è la sola levatrice della Storia”.

Una memorabile pagina di storia cui  dedichiamo questo studio privo di paratie mentali antifasciste ed opera  dal ricercatore storico Giacinto Reale.

LINK UFFICIALE DEL LIBRO :

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[1] Le edizioni della Lanterna hanno ristampato il suo “ essenza dello squadrismo”. ( NDE).