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mercoledì 27 maggio 2026

FORSE FU PROPRIO UN CAPOLAVORO

 


 

Cento anni fa una enorme  torcia fiammeggiante illuminò il giorno e la notte di Trieste : era l’ hotel Balkan che,  dopo un botto pazzesco , ardeva,  alimentato dalle bombe, dalla dinamite e  dalla polvere da sparo   che al suo interno erano stati accumulati da circoli “ culturali” sloveni per fomentare la rivolta anti-italiana. 

“ Il capolavoro dello squadrismo triestino ?”, come disse Benito Mussolini nell’ occasione ? Il fuoco pirotecnico conclusivo dell’ irredentismo italiano, come pensavano i nazionalisti o l’ ultimo atto militare della Grande Guerra ? Simbolo invece per parte slovena delle speranze di soffocare sul nascere la nascente sovranità italiana al Confine Orientale e tallone di Achille sui cui lavorava la propaganda comunista del dopoguerra. 

Una cosa è certa : l’ incendio del Balkan è entrato nella leggenda ed ora è un  Mito che ci parla di una terra contesa nei secoli fra Roma , Venezia e l’ etno-razzismo del mondo slavo. Un libretto scritto da uno schietto sostenitore della  sovranità italiana proprio nei giorni dell’ incendio e volutamente schierato senza riserve . Presentazione dell’ editore sulla dimensione ormai leggendaria di quel rogo. Da leggere tutto d’ un fiato. Per lettori senza paraocchi buonisti.

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venerdì 18 luglio 2025

L' EPOPEA DELLE SQUADRE D' AZIONE, IN UN LIBRO INIMITABILE

 


Ristampato per la prima volta dal 1942 “ Il Ventennale”, imponente opera storico – rievocativa di Marcello Gallian , dedicata alla Marcia su Roma nel ventennale della ricorrenza e in particolare, come scrive l' Autore nel suo sottotitolo, dedicata all' epopea degli “ Uomini delle squadre nella Rivoluzione delle camicie nere”. Uno studio monumentale, espresso con la vigoria espressiva tipica della penna di Gallian, grande scrittore rimasto misconosciuto nel dopoguerra a causa della sua mai rinnegata militanza ideologica e politica a fianco del Fascismo delle Origini. L' Opera è stata riedita in forma integrale e ricomprende l' ampia selezione fotografica della edizione del 1942. Il testo ripresenta la introduzione dell' Autore oltre a un inedito saggio di presentazione di Giacinto Reale, ricercatore storico controcorrente e forse il miglior conoscitore dell' opera di Marcello Gallian e dell' epopea delle Camicie Nere.

Il libro ha circolato molto poco, causa la solita censura del Monopolista Circonciso. Il " Ventennale" era assente dal 2020 dal circuito librario e anche prima pochi Lettori avevano potuto affrontare la spesa per l’ acquisto, alquanto significativa Per festeggiare ora questo grande ritorno editoriale di un libro che espone con stile coinvolgente e profondo l’ epopea delle Camicie Nere, alla faccia di tutte le censure ideologiche,  lo stesso viene offerto ai Lettori della Lanterna per un breve periodo di tempo all’ eccezionale costo di euro 18 per un volume unico , di 530 pagine , con oltre 50 foto d’ epoca assolutamente introvabili. 

Una occasione che non durerà a lungo, giusto per festeggiare la più completa , analitica e salgariana opera sulle Squadre d' Azione, scritta da uno squadrista/poeta/romanziere  che in questo lavoro monumentale ha riversato la sua passione politica con lo sprezzo del pericolo tipico dello spirito squadrista,  il ricordo dei suoi anni " ruggenti", il lirismo poetico che gli era proprio e il sarcasmo antiborghese che anima sempre le sue analisi e che nel dopoguerra lo hanno fatto designare come un " fascista anarchico " e controcorrente. Forse basterebbe dire : Squadrista autentico. La riscoperta di un mondo politico e ideale assolutamente misconosciuto, ma parte della Storia d' Italia e della sua giovinezza corrusca, guerriera e un pochino strafottente...Altro che " generazione Z" ...

 

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giovedì 17 luglio 2025

RITORNA IL LIBRO " CUORE". MA QUESTA VOLTA E' IL " CUORE NERO"

 


Prima edizione integrale del dopoguerra di un classico censurato  della letteratura per ragazzi, corredato con le  numerose illustrazioni d’ epoca con il gusto degli anni '30 della edizione originale  . Anche questo libro, pur essendo un libro per ragazzi, ha subito ben TRE distruzioni di edizione , sempre da parte del fin troppo noto Monopolista Circonciso che dalla morte trae profitto. Ora si è pure allargato : non trae solo profitto dalla morte dei piccoli editori che sistematicamente distrugge per fare incetta del loro magazzino sparpagliato qua e là , per poi rivenderne i libri trattenendosi tutto il guadagno : poiché l’ appetito vien mangiando , ora si è lanciato pure a trarre profitti dal genocidio di essere umani, come ci documenta il rapporto Albanese dell’ ONU , che indica la nota multinazionale libraria intenta a lucrare enormi profitti in Palestina al fianco dello stato genocida di israel. Boicottate Amazon. Non comprate più niente da lui.  Anche se trovate lì libri della Lanterna, sappiate che sono libri ottenuti con il  metodo della distruzione del catalogo della casa editrice ed incetta successiva presso lo stampatore delle giacenze invendute e invendibili e per questa ragione cedute dallo stampatore  a costo quasi ZERO  . Di questi libri carpiti da Amazon e messi in vendita sui suoi canali, neanche un centesimo viene erogato alle Edizioni della Lanterna. 

Ma ritorniamo al nostro libro.Con “ Ragazzi della Rivoluzione” ritornano ancora una volta  gli " anni ruggenti" dell' Italia mussoliniana, in un libro di letteratura per ragazzi, tolto dall' oblio censorio " democratico" di oltre 70 anni. Presentiamo la rivoluzione fascista delle Camicie Nere vissuta da una scolaresca i cui studenti, abbandonati per un momento i libri di scuola, come novelli pirati salgariani, si gettano nella guerra civile sotto la bandiera nera e tricolore delle squadre d' azione, al fianco del loro fratelli più grandi ritornati vittoriosi dalle trincee. Un libro che si inserisce nella tradizione dei libri per la formazione civica dei giovani, inaugurata dal risorgimentale libro " Cuore", ma che strizza un occhio alle avventure salgariane che erano all' epoca - e non solo - il lievito delle generazioni degli " anni ruggenti". In fondo, l' epopea della rivoluzione delle Camicie Nere e del Ritorno dal Fronte , si prestava benissimo ad un romanzo d' avventura, innestato nel realismo storico e sfuggiva così al rischio di un agiografia spenta che aleggia invece  su molte pagine del giuggioloso romanzo risorgimentale. Molto più avvincente, dinamico e solare questo libro che potremmo chiamare il  Cuore Nero”. 

 

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venerdì 20 giugno 2025

LO SQUADRISMO DI MARCELLO GALLIAN




Marcello Gallian, grande romanziere e intellettuale italiano, non è molto noto al grande pubblico perché sconta una "damnatio memoriae" imposta dal conformismo culturale imperante in quanto fu squadrista, orgoglioso e fiero di esserlo stato, e nelle sue opere letterarie trasfonde questi suoi sentimenti, dando voce al sentire e alle vicende delle camicie nere mussoliniane in un'ottica assolutamente controcorrente e insolita. Questo denso studio di Giacinto Reale, uno dei migliori interpreti degli scritti di Gallian, disvela l'universo culturale dell' intellettuale " maledetto" e ci restituisce il vigore intellettuale di uno scrittore -squadrista che ha dato voce agli " anni ruggenti" di una Italia ancora giovane, intrepida e forte. In Appendice sono riportati i passaggi delle opere di Gallian, come guida a chi volesse esplorarne il sulfureo universo culturale. Il libro è corredato da molti disegni e fotografie dell'epoca ispirati al tema delle squadre d'azione mussoliniane.

 

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martedì 17 giugno 2025

SOVVERSIVI, MA NON ROSSI



Memorie del primo dopoguerra di Silvio Maurano, grande giornalista che nel " biennio rosso" 1919-1921 militò nelle squadre d'azione del nascente Fascismo. Il ricordo del carattere rivoluzionario del movimento dei reduci della Grande Guerra, che mirava non a modificare lo stato liberale, ma ad abbatterlo e sostituirlo. Il libro, avvincente come un romanzo, propone anche la rilettura di pagine di storia che la storiografia antifascista ci ha consegnato monche e falsificate, come nella vicenda dell'incendio squadrista del giornale socialista "Avanti", che avvenne dopo il tentativo di masse anarco - socialiste di mettere a ferro e fuoco la città di Milano : 3.000 anarco - socialisti invasati vennero sconfitti da soli 30 fascisti, per lo più ex arditi e reduci di guerra. Attenta introduzione storica di Giacinto Reale accompagnata da rare fotografie dell'epoca. Libro cancellato, distrutto, ma di nuovo rieditato. 

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INDIMENTICABILI PAGINE SQUADRISTE




“Nel frattempo, i miei quattro camerati, richiamati dall’insolito clamore, filtrarono tra la folla per raggiungerci. Pompei, superato l’ultimo sbarramento, mi cadde ai piedi colpito da una pugnalata alla coscia; peggiore sorte toccò a Gasparri che s’ebbe mezza lama all’inguine. Ma tutti ci raggiunsero, per fortuna. Il sangue dei feriti cominciò a chiazzare il lastricato. Il sangue ha un formidabile potere eccitante. Iniziammo, con estrema decisione, l’impari lotta.

Ricordo che, dietro alle nostre spalle, era l’ufficio daziario del Comune, ed ivi si trovava, dicesi per caso, un noto maestro sovversivo. Un colpo di bastone bene assestato, e l’uomo si adagiò nella più riposante posizione orizzontale. Cominciarono i primi colpi di arma da fuoco. Eravamo troppo facile bersaglio. Ordinai di mettere le spalle al muro, e di rispondere, tirando sulla mira. Quando c’è di mezzo la pelle, la più gran parte pensa di metterla al sicuro. La folla rinculò, sparendo nei portoni delle case e nelle strade adiacenti la piazza. Il primo successo ci trasformò in energumeni, dalla difensiva passammo all’offensiva, e, dopo pochi minuti di una indescrivibile drammaticità, conquistammo il pieno dominio della piazza.

Eravamo quattro; gli altri due, feriti, giacevano bocconi, mordendo la terra. Avremmo seguitato a dar battaglia, in preda all’eccitazione ed all’ebbrezza del  successo, se l’immobilità dei nostri due camerati ed il molto sangue che avevano perduto, non ci avessero richiamato all’umano dovere di soccorrerli.  Li sollevammo. Erano di un pallore cadaverico, e non profferivano verbo. Cercammo della macchina, pur vigilando le uscite della piazza e le finestre. Non c’era più. Ne fummo seriamente preoccupati. Non ricordo chi di noi la trovò nascosta in un vicoletto poco lungi dal terreno della contesa. L’autista si era prudentemente messo al riparo. Caricammo i feriti. La vettura era scoperta e la affidai a Rossi e Vespignani. Io presi posto vicino all’autista, in piedi, beninteso, e gli ordinai di prendere la strada alla fine della quale, prima di lasciare il paese, era una lunga scalinata”.

E’ un brano tratto da uno dei pezzi contenuti nel volume, che parla di squadrismo marchigiano. A raccontare Raffaello Riccardi, giornalista e scrittore,  instancabile animatore del primo fascismo in zona. Figlio di imbianchino, nato a Mosca dove il padre era emigrato in cerca di lavoro, sarà decorato in guerra, e poi ferito, carcerato, latitante in Sicilia durante la vigilia.

Il resto, nel libro.....

Giacinto  Reale,

ricercatore storico

https://www.facebook.com/giacinto.reale.98   

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giovedì 5 giugno 2025

BAGLIORI D' EPOPEA




 

Le memorie squadriste di Carlo Scorza, eroe pluridecorato della prima guerra mondiale, fascista della prima ora, direttore di quotidiani e ultimo segretario del Partito Nazionale Fascista. Un libro introvabile da decenni, che ripercorre con entusiasmo partecipe le pagine degli "anni ruggenti" d'Italia, quando i reduci della Grande Guerra , attraverso i Fasci di Combattimento, salvarono l'Italia dal cadere nel baratro di una rivoluzione comunista. Pagine di storia dimenticate.


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martedì 3 giugno 2025

RIVOLUZIONE : DIARIO DI UNO SQUADRISTA IN CAMMINO



Ristampa di " Rivoluzione, diario di uno squadrista in cammino". memorie di uno squadrista pubblicate nel decennale della Marcia su Roma. Pagine dense di storia, episodi di azioni dei fasci di combattimento descritti con vigorosa partecipazione e notevole presa letteraria : Trieste, Venezia, Chioggia, Trento, fino alle Puglie e alla Sicilia, giungendo alla giornata autenticamente “ fatale” della Marcia su Roma : tutte le imprese squadriste cui l’ Autore ha preso parte, spesso in gruppetti di pochi uomini contro soverchianti forze socialcomuniste dove il coraggio dei veterani della Grande Guerra e l’ ardimento facevano la differenza per soverchiare avversari numericamente maggiori e armati di tutto punto. Pagine di Storia dimenticata che rivivono davanti agli occhi del lettore.  Documento che ricostruisce efficacemente il clima dell' epoca. Un testo da leggere come un romanzo. Con le illustrazioni originarie del futurista Cipolloni.  Per lettori privi di pregiudizi ideologici. Coinvolgente.

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BARRICATE




Le barricate del titolo di questo libro di memorie sono quelle della prima guerra civile in Italia, quella dopo la vittoria del 1918 e che costituì lo scontro fra le bande armate social-comuniste che volevano imporre la dittatura dei Soviet ad una Italia stremata dal conflitto bellico e le squadre d'azione fasciste e nazionaliste che ad esse si opponevano per impedire questa catastrofe e , nel contempo, per rivoluzionare la vecchia Italietta liberale, mutandola in una nuova Italia vittoriosa, florida e socialmente avanzata. Nei ricordi dell'Autore, le barricate sono di fatto una estensione delle trincee di guerra, perché oltre alla guerra esterna, per i combattenti e reduci si rendeva necessaria la Vittoria anche nella guerra interna, nei confronti di un nemico intestino, ancor più feroce, perchè colpiva alle spalle. .La caratteristica di questo romanzo-memoriale è di offrire uno spaccato dei sentimenti semplici e genuini dell'Italia popolare del tempo : Italia semplice ed Italia povera, che però, nelle ore della prova, seppe trovare un coraggio e un ardimento oggi impensabile. e, per finire, alla faccia di Amazon, questa pubblicazione è ancora disponibile !

 

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LA MARCIA SU ROMA



Dalle brume del tempo e della Storia, riemerge un libro dimenticato: “ La Marcia su Roma”, antologia di Asvero Gravelli, censurata dalla ottusità del sistema politico post-bellico e recentemente dalla “ cancel cultur”.Più emozionante di un romanzo di Salgari. Più incalzante di un film d'azione: così culmina nella famosa " Marcia su Roma", quella che l'ambasciatore americano a Roma, Richard W. Child, chiamò " Una rivoluzione bella e giovane, che mi sta piacendo molto" : la Rivoluzione fascista. In questo libro parlano i protagonisti della Marcia, che, con le loro colonne, confluirono a Roma in quel 28 ottobre 1922, dando compiutezza ad un classico politico - militare : una ordinata insurrezione di corpi para - militari con il consenso globale della popolazione . evento ancora da studiare che rivive, con il fascino incalzante del film d'azione, nelle pagine di Asvero Gravelli, arricchite dai ricordi di protagonisti di prim'ordine quali Italo Balbo, Emilio De Bono, Michele Bianchi e Giuseppe Bottai. Il volume è impreziosito da numerose fotografie ed illustrazioni dell'epoca. Un libro emozionante. ( TERZA EDIZIONE, due censure e cancellazioni ad opera di Amazon,  ma noi ce ne freghiamo e siamo ancora qua ). 

 

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venerdì 30 maggio 2025

L' ESSENZA DELLO SQUADRISMO



Francesco Giunta fu il capo indiscusso del fascismo triestino. Di formazione patriottica e volontario nell'impresa di Fiume guidata da d'Annunzio, riversò la sua formazione ideologica nell'impostare il Fascio di Trieste, trovando, per il vero, un terreno particolarmente fertile e recettivo. Dall' impresa fiumana trasse lo spirito per il beau geste eclatante e che estasiasse le masse, nonché la convinzione, che già era di d' Annunzio, che Trieste fosse il perno non solo dell' azione nazionale verso Fiume, ma anche della identità della patria italiana stessa. Nasce quindi un Fascio che rivolge la sua azione politica non solo verso i nemici " interni " della nazione, ma in particolare verso i nemici " esterni", cioè verso quelle pressioni di etnie e stati che premevano su Trieste e su tutto il confine orientale italiano . La peculiarità del Fascio triestino ne fa a tutti gli effetti una prosecuzione ininterrotta dell'azione risorgimentale fino ad oltre la prima guerra mondiale. Questo Diario politico - ristampato oggi integralmente dopo 80 anni - che va dal 6 dicembre 1920 fino alla marcia su Roma, cesella le caratteristiche ideologiche del fascismo triestino. E non solo ideologiche, ma anche in termini di " prassi squadrista", il cui perno è il famoso incendio dell' hotel Balkan, centro ideologico e deposito di armi della sovversione anti italiana di matrice slovena, non rassegnata alla sconfitta bellica del 1918. Incendio che per Giunta fu "l'inizio della nostra campagna elettorale" e che Benito Mussolini definì in uno storico discorso a Trieste come "il capolavoro dello squadrismo triestino". Evento cruciale che la storiografia attuale a senso unico presenta sganciato dalla contestualità del tempo che viene invece esaminato in ogni dettaglio storico dal ricercatore Giacinto Reale nello studio pubblicato in appendice e che evidenzia come la reale responsabilità fascista nell'incendio va ampiamente ridimensionata.

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sabato 3 maggio 2025

FACEVA CALDO A MILANO




 I giorni “ infuocati” dello scontro fra fascisti e social-comunisti nella Milano del 1922, poco prima della Marcia su Roma. L’ assalto a Palazzo Marino, sede dell’ amministrazione comunale di Milano, da parte delle Camicie Nere . Pagine di Storia, rievocate con la partecipazione e il vigore di chi c’era. L’ Autore , partecipe delle squadre d’ assalto in azione ci riporta di colpo a quegli anni, nel pieno del biennio rosso che vide l’ Italia sull’ orlo di finire preda di un sistema politico comunista. Sinceramente, un vigore narrativo senza pari. Le pagine finali , dedicate al ricordo della gioventù nazionale che si arruolò volontaria nelle file del Fascio , dopo quattro anni di trincee di guerra al fronte, rappresentano una testimonianza storica vigorosa, come scrive l’ Autore  : “ Gli squadristi saranno i primi a testimoniare coi fatti che lo squadrista è una passione che dura tutta la vita”. Testimonianza storica veridica, ma politicamente scorrettissima perché sul filo del ricordo commosso di quegli “ anni ruggenti” vissuti in camicia nera. Ampia introduzione storica di Giacinto Reale,  Curatore del volume, con rari documenti fotografici dell’ epoca. ( Terza edizione della Lanterna).

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martedì 29 aprile 2025

GLI SQUADRISTI RACCONTANO LO SQUADRISMO



Un’ opera essenziale per chi vuole  approfondire in modo completo ed organico il fenomeno squadrista in Italia. Vi è una totale censura storiografica e culturale sull’ argomento, benchè sia noto il giudizio di Lenin su Benito Mussolini ( “ L’ unico rivoluzionario che ci sia in Italia”) e il giudizio dell’

ambasciatore statunitense a Roma, W. Child durante i moti dello squadrismo fascista : " E' in atto una rivoluzione bella e giovane, che mi sta piacendo molto". Insomma : a causa di una ottusa censura durata 70 anni, dell’ unica rivoluzione avvenuta in Italia non v’è rimasta traccia o documento scritto.

Giacinto Reale, studioso attento a questo periodo storico, ha colmato questa lacuna e lo ha fatto in modo magistrale. In questo volume ha raccolto i passaggi più interessanti storicamente e più vivaci letterariamente della copiosissima memorialistica  delle Camicie Nere , commentandole e inquadrandole storicamente. Ne è uscito un libro vivacissimo, che si legge d’ un fiato, dalla  prima all’ ultima pagina. Una antologia che riporta alla luce pagine di storia dimenticata e autentici pezzi di valida letteratura : una antologia che è sia documento storico primario, sia un lunghissimo romanzo sugli anni ruggenti d’ Italia, a torto dimenticati e rimossi. La ideologia conformista del Pensiero Unico dimentica che i rivoluzionari delle Camicie Nere non comparvero sulla scena d’ Italia dal nulla, una mattina, armati di pugnale fra i denti e bombe a  mano…. Mandiamo indietro l’ orologio del Tempo a pochi anni prima del 1921 e vedremo quegli stessi giovani combattere con coraggio e ardimento sulle trincee del Carso e fra i picchi delle Dolomiti tenendo testa e poi piegano uno degli eserciti più forti della Storia : l’ esercito dell’ Impero asburgico. Gli Squadristi nascono dagli Arditi della Grande Guerra, SONO letteralmente gli stessi . Chi aveva vinto nella Grande Guerra è chiaro che aveva i crismi per vincere, all’ insegna dei canti della giovinezza strafottente, anche le compagini del comunismo che voleva assoggettare l’ Italia…

Ma c’è di più, oltre ai documenti di prima mano delle memorie squadriste  : il libro è introdotto da un ampio studio dello stesso Reale che inquadra le caratteristiche di fondo dei blitz leggendari delle squadre mussoliniane : le armi, le modalità delle spedizioni, l’ ardimento che le animava, i “ covi” degli squadristi, lo spirito di burla e goliardico che animava il fondo delle loro azioni dimostrative, i canti ,la tragica offerta della vita posta in palio ad ogni azione , L’ amore e la devozione verso il Duce e infine la cocente delusione nel vedere i loro sogni smorzati in un regime spesso deludente e piccolo – borghese, che rese gli squadristi i “ super-traditi dal fascismo”, che però quasi mai  rinnegarono, accorrendo spesso a portare il loro coraggio e il loro braccio nell’ ultima avventura, nel  corrusco tramonto della RSI. C’è tutto in questo libro sullo squadrismo fascista  : fascino, critica, storia , letteratura e quell’ esame introspettivo dell’ animo e del sentire interiore  dei protagonisti che, alla fine, ci appaiono molto più vicini ai nostri giorni di quanto si possa sospettare. Circostanza che inquieterà molti , ma che darà fiducia  a molti altri…..La Storia d’ Italia non è ancora finita.

 

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I CAVALIERI DELLA MORTE

 


"Ma che notte.....attraversammo piazza San Marco chiamandoci per nome, per non sperderci. Io andavo avanti, sentivo un freddo dentro le ossa che mi faceva fremere ad ogni passo. Pensavo che non era molto facile giungere a buon porto con avevo voglia di scaldarmi, fremevo al pensiero che quanto prima avrei potuto dare sfogo alla mia bile contro i rossi che per poco l'altra sera non ci stendevano per calle del carbone. Vi era il sandalo che ci attendeva. Giggi il gondoliere fischiava, per avvertirci che era là ad aspettare da un bel pezzo. Quando ci fummo messi a sedere e ci staccammo dall'imbarcadero, Giggi domandò chi era che aveva il comando della spedizione, e quando seppe che ero io: "Siete voi, signor Roberto..... ho sentito che ci spiano, sarebbe meglio cambiare itinerario e giungere a Malamocco, anzichè da Canal Grande..." Con le parole di uno di questi Arditi, si apre il breve studio di Giacinto Reale, sui Cavalieri della Morte, la prima ed egemone organizzazione fascista in Venezia. L'unico studio finora dedicato a questa pagina di storia. Organizzazione più dannunziana che mussoliniana in senso stretto, di impossibile inquadramento nel regime, " benedetta" anche da Italo Balbo e diretta dall' avvocato Marsich, legionario fiumano il cui cuore batteva nelle terre irredente dell' Adriatico, I Cavalieri della Morte, rafforzati dalla audace guida del pordenonese Gino Covre, placarono in modo irreversibile i moti antinazionali dei social comunisti, radendo di fatto al suolo ogni loro struttura e sede. Cavaliere della Morte anche il nonno del disegnatore veneziano Hugo Pratt, che lo ha ricordato nella sua opera " Corte sconta detta arcana", citando una sua poesia. Ingombranti anche per il nascente regime fascista, oltre che per le forze di polizia che ne decretarono lo scioglimento a causa della loro irruenza, peculiarietà e indipendenza. Una pagina di storia vibrante come una bomba a mano. Appunto......

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L' EPOPEA NASCOSTA


Un testo fondamentale per ricostruire la pagina più sconosciuta e demonizzata della storia d’ Italia : “ L’ epopea dello Squadrismo” è la prima riedizione integrale del dopoguerra del numero speciale del 1938 di Antieuropa, periodico diretto da Asvero Gravelli e dedicato, appunto, allo Squadrismo, il fenomeno rivoluzionario delle “Camicie Nere” di Benito Mussolini: una irruzione assoluta di prassi rivoluzionaria nelle società contemporanee.  Il volume è un documento ( completato dall’ intiero apporto di fotografie della edizione del 1938) , ma è anche un testo letterario, perché lo Squadrismo è presentato attraverso la penna dei protagonisti, fra cui si annoverano squadristi di elevato spessore culturale e con grandi capacità narrative, fra cui Italo Balbo , Piero Bolzon, Roberto Farinacci, Giuseppe Bottai e lo stesso Asvero Gravelli, saggista e scrittore oggi riscoperto da vari versanti. Pagine al fulmicotone, ma anche attenta retrospezione dello spirito squadrista  e degli ideali che lo animavano, alla riscossa di una Nazione che, vincitrice di un conflitto mondiale, veniva umiliata e annichilita dagli stessi alleati di guerra, traditori come sempre. Una ampia presentazione dello storico Giacinto Reale vi farà rivivere momenti storici che la cancel cultur vuole distruggere in eterno.

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lunedì 28 aprile 2025

DIFENDO AMERIGO DUMINI


Ristampa integrale dell' opuscolo pubblicato senza dati e ulteriori dati tipografici attorno al 1926 che raccoglieva l' arringa difensiva svolta da Roberto Farinacci, difensore di Amerigo Dumini avanti alla Corte di Assise di Appello di Chieti, nonché esponente di punta dello squadrismo fascista ed elemento di primo piano del regime mussoliniano. Il volume contiene anche la prefazione originaria del prof. Vincenzo Manzini, un autentico luminare del diritto penale, docente universitario di chiara fama e uno dei più qualificati studiosi di diritto penale della storia giuridica italiana, anche odierna. Questa introduzione non è stata più riprodotta, stranamente, in una successiva ristampa del libretto del 1944 e trova invece ospitalità in questa riedizione delle Edizioni della Lanterna. Questo volumetto rappresenta un documento storico e culturale necessario per approfondire una vicenda, quella dell'omicidio del deputato socialista Giacomo Matteotti, sulle cui intricate dinamiche e connessioni la Storia non ha ancora detto l'ultima parola.

 

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DIARIO DI UNO SQUADRISTA TOSCANO



Il diario di uno squadrista toscano negli anni cruciali dal dopoguerra fino alla Marcia su Roma. la guerra civile italiana del primo dopoguerra vista con gli occhi di un giovane protagonista della "parte sbagliata". Divenuto un libro “cult” per le generazioni di ribelli a partire dagli '80, quando venne riscoperto. Avvincente come un romanzo, paragonabile solo a " I proscritti " di Von Salomon o a " Baltikum" di Dominique Venner o ai “ Diari di Turner” di William Pierce, in tempi recenti. Indimenticabile . III Ristampa a cura delle Edizioni della Lanterna.

 

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mercoledì 23 aprile 2025

GLI ARDITI DEL DUCE

 


Capire lo spirito delle Camicie Nere di Mussolini, dopo cento anni dal loro apparire, si può ?  Con le opere di Giacinto Reale, la risposta è affermativa : finalmente il fenomeno squadrista non viene letto attraverso la lente grottesca e deformante di un antifascismo che appare grottesco, ammuffito  e datato , ma viene colto dall’ interno, da quelle dinamiche interiori, sociali e di gruppo che animavano le squadre d’ azione della rivoluzione fascista. Una dimensione pre-ideologica , esistenziale,  sovente dimenticata anche dalla stessa propaganda fascista. In questo libro, troviamo raccolte in unità,  fra le mille differenze, le caratteristiche della identità squadrista : dai preparativi delle  spedizioni punitive, alla ricerca delle armi  , alla dimensione  dell’ ardimento e dell’ offerta della vita che si innestano sullo spirito dell’arditismo, fino ai canti irridenti , alle burle goliardiche  e a quello spirito giovanile ribelle che fece dire   degli squadristi  che “ avevano letto troppo Salgari”. La devozione inattenuata verso il Duce.  Fino  alla delusione di aver visto la loro Rivoluzione - nel vincere-   assopirsi in un regime conservatore troppo paludato e soffocato dal  perbenismo borghese . Riferimenti bibliografici senza pari fanno di questo volume il testo imprescindibile di chi voglia  capire un movimento   senza demonizzazioni di rito. Illustrazioni e fotografie d’ epoca.

 

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martedì 22 aprile 2025

DIARIO DI UNA RIVOLUZIONE




La Grande Storia narrata non dagli scribi, ma  dai protagonisti : il Diario 1922 di Italo Balbo, Quadrumviro della Marcia su Roma, protagonista della vigilia della Marcia su Roma, eroe della prima guerra mondiale, autore della prima epica traversata aerea transoceanica Roma - New York, dove fu acclamato come un eroe, fra ali di folla festante . L' anno della vigilia della Marcia su Roma , in un documento storico unico, avvincente più di un romanzo. L' incedere della sola rivoluzione accaduta in Italia, quella fascista, così descritta  nel 1922 Richard W. Child, ambasciatore americano a Roma : " E' in atto una rivoluzione bella e giovane, che mi sta piacendo molto". Con le illustrazioni fotografiche raccolte dall' Autore per la edizione del 1932.L’ unica edizione integrale, senza censure, presente sul mercato . Introduzione di Maurizio Rossetti. Libro pubblicato dalle Edizioni della Lanterna. Terza edizione.

 

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SCINTILLE DI RIVOLUZIONE

 


"Non si è uomini se non si è passato

 almeno un giorno in prigione"

Benito Mussolini

 

2022, ottobre, 28

Scorre il tempo e siamo già all'anniversario della "rivoluzione": la sola rivoluzione avvenuta nei tempi moderni in Italia: la rivoluzione delle camicie nere di Benito Mussolini.

28 ottobre 1922: cento anni dopo avrei voluto dedicare molte novità librarie delle Edizioni della Lanterna a questo magico centenario, ma non mi è stato possibile: lo Stato "democratico", figlio bastardo della restaurazione antifascista del 1945, ha deciso altrimenti e ha stabilito di gettarmi in galera con decreti di arresto illegali, reo di "lesa maestà giudiziaria" e di ribellione alle autorità dell'Italia , colonia del potere internazionale di usura.

Dal fondo di questa cella non posso pubblicare i tanti libri che, con l'aiuto di valenti collaboratori , avevo raccolto per ricordare l'evento rivoluzionario, quello che aveva fatto dire a Lenin: "in Italia c'è solo un rivoluzionario: Benito Mussolini". Purtroppo queste pubblicazioni sono rinviate al prossimo anno, ma una segnalazione libraria ai lettori della "Lanterna" voglio riservarla.

Vi propongo la rilettura del "Diario 1922" di Italo Balbo, del quale ho curato una seconda edizione poche settimane prima di finire in galera. uno dei libri più letti delle nostre Edizioni, riedito aumentato di una nuova introduzione, con tutte le fotografie della prima edizione, i fogli d'ordine e le schede geografiche dei preparativi della "marcia".

Italo Balbo non ha bisogno di presentazioni. Questo libro "folgorante" che ho riletto in queste notti, mentre fuori dalla finestra brillava la luna di settembre resa "a scacchi" dalle sbarre della cella a ricordarmi che sono prigioniero dell'Italia Repubblica "democratica", non cessa di affascinarmi. E' un libro di azione: se Mussolini fu lo stratega della rivoluzione vincente, Italo Balbo fu il fabbro che forgiò l'animo di acciaio delle legioni delle camicie nere; oltre a potenziare le capacità militari e di incursione. Le "squadre" della rivoluzione furono le prime milizie di "soldati politici" integrali, votate alla lotta e alla vittoria.

L'attualità modernissima di questa esperienza storica è lampante e può dare insegnamento a chiunque abbia ingaggiato battaglia al regime mondialista attuale.

Ma di queste pagine coinvolgenti ho voluto selezionare alcuni passaggi al fulmicotone, che definisco "scintille di rivoluzione", scintille che hanno fatto deflagrare l'incendio di un regime in putrida decadenza. Sono scintille che accendono l'animo di ogni rivoluzionario, di ogni tempo e temperie. Oggi sono vitali perché il potere transnazionale vuole spegnere nelle giovani generazioni ogni anelito guerriero.

Ora vi lascio alla lettura di queste pagine che parlano di una rivoluzione che l'ambasciatore americano a Roma , R. Child, così descrisse in un dispaccio a Washington: "in Italia sta avvenendo una rivoluzione giovane, che a me piace molto".

A cento anni di distanza, si può ancora concordare con questo giudizio. La parola, ora, a Italo Balbo.




"Ragazzi tutti: dai ventidue ai venticinque anni; nel 19-20 il sottoscritto ne aveva precisamente 23-24. Quando si congedò, quasi contemporaneamente, dalla caserma e dall'università, non portò con sé che il suo pugnale di ardito e un tascapane di bombe a mano, trafugate in un deposito dove erano state abbandonate all'acqua, oggetti in disuso. Avevo avuto cura di scegliere quelle asciutte. Erano un cimelio della guerra passata, ma potevano diventare l'arma della guerra futura. Quale? La guerra dei giovani".

"Io non ero, in sostanza, nel 1919-1920, che uno dei tanti: uno dei quattro milioni di reduci dalle trincee: partito per la guerra diciottenne, già orientato, come i tre quarti dei ragazzi di allora, verso le idee dell'estrema sinistra, interventista per ideali di giustizia umana e niente affatto per motivi di nazionalismo conservatore o "destro", come allora si diceva.

Un figlio del secolo che ci aveva fatti tutti democratici, anticlericali e repubblicaneggianti: anti-austriaci e irredentisti esasperati in odio all'absburgo tiranno, bigotto e forcaiolo; adoratori, con le lagrime agli occhi, di un'Italia carducciana".

"Davanti all'ideale conquista dello Stato, nessuna borghese ipocrisia e nessun sentimentalismo: l'azione rude e aspra, condotta a fondo, a qualunque costo".

"Feci nel settembre, il primo esperimento grandioso: la mobilitazione di 3000 uomini, la marcia su Ravenna. Per la prima volta il fascismo metteva al suo attivo una impresa di così grande portata. [...] fece in questa occasione la sua grande prima comparsa, come divisa militare, la camicia nera, che era il costume ordinario del lavoratore di Romagna e che diventò la divisa del soldato della rivoluzione".

"Noi non abbiamo che un destino solo: svalutare nel ridicolo, fino all'assurdo, lo Stato che ci governa. Il regime attuale è il nostro obiettivo di battaglia. Vogliamo distruggerlo con tutte le sue venerande istituzioni. Più scandalo nasce dalla nostra azione, più siamo contenti. Il "me ne frego" dice anche che la nostra battaglia è gaia. Ci divertiamo a confondere le idee nella testa dei santoni della democrazia. E combattendo con le rivoltelle e con le bombe non siamo educati, una rivoluzione "bene educata" non fa per noi".

"Questa notte le squadre hanno proceduto alla distruzione dei vasti locali della confederazione provinciale delle cooperative socialiste. Non vi era altra risposta da dare all'attentato compiuto ieri a Meriano e all'assassinio di Clearco Montanari. Come al solito, l'azione fascista è giunta di sorpresa. Il vecchio palazzo, che fu sede dell'Hotel Byron ed era la roccaforte delle leghe rosse è completamente distrutto. I fascisti non procedono a operazioni di questo genere se non per motivi di assoluta necessità politica. Purtroppo la lotta civile non ha mezzi termini. Noi giochiamo la vita tutti i giorni. Nessun interesse personale ci spinge. [...] L'incendio del grande edificio proiettava sinistri bagliori nella notte. Tutta la città ne era illuminata. Dobbiamo oltre a tutto dare agli avversari il senso del terrore. Non si uccidono impunemente i fascisti".

"Qui si impegna battaglia più forte. L'impeto dei fascisti travolge ogni resistenza. Altri circoli incendiati per tutta la città. Decido allora una più vasta azione. Vado dal questore mentre Dino Grandi trattiene i fascisti che intanto si sono radunati a migliaia nei pressi del borgo. Gli annuncio che avrei bruciato e distrutto tutte le case dei socialisti di Ravenna se entro mezz'ora non mi dava in consegna i mezzi necessari per portare i fascisti altrove. E' un momento drammatico. Esigo un'intera colonna di camion".

"Questa marcia iniziata alle undici di ieri mattina 29, è terminata stamani 30. Quasi 24 ore continuate ho riposato un momento nè toccato cibo. Siamo passati da Rimini, Sant'Arcangelo, Savignano, Cesena, Bertinoro, per tutti i centri e le ville tra le province di Forlì e Ravenna, distruggendo e incendiando tutte le case rosse, sedi di organizzazioni socialiste e comuniste. E' stata una notte terribile. Il nostro passaggio era segnato da alte colonne di fuoco e fumo".

"La destra: ecco un termine che i fascisti comprendono poco. C'è da giurare che essi siano a loro volta poco compresi dalla destra medesima".

26 ottobre 1922: Roma, alla viglia della "marcia".

"Ho convocato in piazza San Claudio, presso la direzione del partito, le squadre degli arditi ai quali spetterà il compito dell'azione terrorista nel caso di una difesa ad oltranza delle forze del regime dentro la capitale. Sono 250 divisi in 25 squadre. Nessuno è informato dei loro nomi e dei loro compiti. Neppure i dirigenti del Fascio Romano. Sono armati di bombe e spezzoni e hanno a loro disposizione ben quattro lanciafiamme. Dovranno attaccare, se sarà necessario, i centri vitali della resistenza governativa a cominciare dal palazzo Viminale. Il loro intervento dovrà essere assolutamente inaspettato e fulmineo, gettare il disordine e la paura nei gradi alti e bassi degli uffici statali, rendere difficile e pericolosa, insomma, la vita del governo a Roma".

Questa è "Rivoluzione".

"Rivoluzione” : una necessità permanente, con essa possiamo solo perdere le catene che ci soffocano.

 

(segnalazione culturale ad opera di Edoardo Longo,

editore della  Lanterna, incarcerato per “ lesa maestà giudiziaria”)

 

 

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